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Chioggia

Loggia dei Bandi tra turismo e cultura

Ecco il suo futuro nelle proposte di tre ex sindaci di Chioggia: Guarnieri, Tiozzo e Casson

Loggia dei Bandi tra turismo e cultura

Quale futuro per la Loggia dei Bandi? Il Comune dopo averla inserita, assieme ad altri immobili, all’interno di un bando per la manifestazione di interesse da parte dei privati, ha fatto retromarcia e l’ha tolta. Una scelta dovuta anche alle proteste e alle pressioni delle categorie turistiche della città: la Loggia ha una valenza storica troppo importante e richiede una discussione più approfondita. Il suo futuro quindi sarà presumibilmente deciso dopo un confronto allargato a gran parte delle categorie economiche e turistiche della città. Ma che cosa farebbero i precedenti sindaci di Chioggia se fossero ancora in carica? Che cosa proporrebbero per riportare alla vita un edificio così importante in pieno centro storico? Lo abbiamo chiesto a Fortunato Guarnieri, Romano Tiozzo e Giuseppe Casson.

Guarnieri rispolvera un vecchio progetto di cui già si parlava quando governava la città: “Penso sarebbe giusto che la Loggia dei Bandi ospitasse la casa della cultura e del turismo, conservando però un presidio di polizia locale per il centro storico. Una cosa che era già stata decisa quando eravamo noi alla guida della città e che si sarebbe concretizzata quando la polizia municipale sarebbe stata trasferita alla ex Colonia Turati insieme alle ripartizioni tecniche. Poi le cose sono andate diversamente come abbiamo visto: la polizia locale si è spostata a Isola Saloni e la ex Turati è in vendita. Durante la nostra amministrazione c’era anche l’intenzione di formare la Municipalità di Sottomarina, con sede sempre alla Turati”.

Più fantasiosa l’idea di Romano Tiozzo che, dopo diversi anni di silenzio, accetta di tornare a parlare di un argomento riguardante Chioggia e si candida anche come guida turistica per i madrelingua inglesi: “Bisognerebbe farla gestire dall’associazione de ‘La Marciliana’ per conservare i loro splendidi vestiti e raccontare Chioggia ai turisti. Un punto di incontro con le nostre tradizioni migliori. Tre o quattro guide storiche come Giorgio Andrighetti, o Luciano Bellemo, Renzo Lombardo detto Poci, Monsignor Marangon. Insomma, persone che conoscono benissimo Chioggia, la amano e possono raccontarla con passione. D’estate e quando tra qualche anno andrò in pensione anch'io posso venire volentieri a raccontare Chioggia. Potrei occuparmi degli inglesi che amano la nostra città. Un punto vivo, insomma. Bisogna avere un progetto e gente con il cuore che lo realizzi”.

Casson punta su una soluzione tradizionale: “Non una proposta originale, ma probabilmente proprio per questo la più indicata – commenta – va evitata una destinazione esclusiva e particolare in favore di qualche associazione. La Loggia dei Bandi si trova nel cuore della Città e non può, per l’importanza storica ed il pregio architettonico che la caratterizzano, non rimanere al servizio dell’intera collettività. Ritengo che la vocazione fortemente turistica della Città suggerisca che lì venga realizzato e organizzato nel modo migliore un moderno, funzionale e professionale centro di informazioni - e non solo - legato al turismo, che del turismo cittadino stesso diventi cuore pulsante. Si verrebbe così a riempire un vuoto sinora non colmato”.

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