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Lendinara

Seviziano il micio: caccia alle bestie

Torturato con un laccio che ha rischiato di ucciderlo. La veterinaria: “Mai visto nulla di simile”

Seviziano il micio: caccia alle bestie

29/04/2021 - 06:40

E’ al limite tra l’incredibile e il raccapricciante quello che l’essere umano è riuscito a fare a Max, un micio. Sono rimaste letteralmente senza parole, le volontarie Donatella e Maddalena della Lega Nazionale per la difesa del cane sezione Legnago e Bassa Veronese, quando hanno scoperto dalla veterinaria Silvia Gennaro quello che ha vissuto Max, un gattino di circa due anni che nella giornata del 27 aprile hanno recuperato in Via San Lazzaro Provinciale a Lendinara dopo numerosi tentativi di cattura nei giorni precedenti.

“Ci era stato segnalato un gatto con un cordino che penzolava dalla pancia – precisano le volontarie – ma pensavamo fosse un cordone ombelicale. L’abbiamo preso con la gabbia trappola e l’abbiamo immediatamente portato alla veterinaria e quello che poi ci ha detto ci ha sconvolto”. Nessuno si sarebbe aspettato di trovare, nel territorio di Lendinara, un animale oggetto di sevizie. “Prima d’ora – assicurano le volontarie – una tortura, perché di ciò si tratta, non era mai capitata”.

La storia del piccolo Max ha colpito molte associazioni di volontari che da anni operano sul territorio per il benessere degli animali e per questo la scelta è stata quasi d’obbligo: è scattata la denuncia contro ignoti, per cercare di capire, se possibile, chi sia l’autore di questo gesto che tutto si può definire tranne che umano, terribile, raccapricciante. Nella speranza che la stessa sorte toccata a Max non colpisca anche altre creature che da questi gesti non possono in alcun modo difendersi. “Se qualcuno è a conoscenza di qualcosa o abbia visto altri animali subire lo stesso trattamento, si faccia avanti”, è l’appello delle volontarie.

Il racconto della veterinaria è allucinante: “Da veterinario mi sembra impossibile vedere dove possa arrivare la cattiveria umana nel 2021. Le storie come quelle di Max ti mandano nello sconforto. Dopo averlo sedato per maneggiarlo, ho fatto la macabra scoperta: una corda di rafia ben annodata che stringeva così forte l’addome da avergli provocato un restringimento. La corda si era incarnata nella pelle al punto da provocare una lesione purulenta e una piaga così estesa che era arrivata addirittura al dorso”. Rasato il pelo e ripulite le ferite, ora Max ha iniziato un percorso di ripresa e di cura sotto l’attento occhio del medico e dei volontari che non vogliono credere davvero a quello che hanno visto. L’impegno comunque è quello di aiutare il piccolo Max a riprendere a crescere come un gatto sano, ad aiutarlo a fidarsi dell’uomo, diverso da chi gli ha fatto questo, e più avanti cercare per lui una bella adozione che lo faccia sentire parte di una famiglia.

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