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Chioggia

Osti: “Priorità a Pat e piani decoro”

Voluta dal sindaco Alessandro Ferro, l'assessore Giovanna Osti seguirà il settore urbanistica

Osti: “Priorità a Pat e piani decoro”

I cittadini hanno bisogno di risposte e sono qui per questo”. L’assessore all’Urbanistica Giovanna Osti sarà presentata ufficialmente questa mattina in consiglio comunale dal sindaco Alessandro Ferro. Laureata in architettura all’Istituto Universitario di Architettura di Venezia nel 1984 e iscritta dal 1987 all’ordine professionale, ricopre dal 2017 la presidenza dell’Ordine degli Architetti Paesaggisti e Restauratori della Provincia di Padova (a maggio 2021 ci sarà la scadenza del suo secondo e ultimo mandato). Attiva professionalmente nel campo del restauro monumentale, l’architetto Giovanna Osti ha partecipato al restauro di importanti ville venete, come Villa Pojana a Pojana Maggiore, progettata da Andrea Palladio. Si è occupata, inoltre, di restauro e recupero urbano e territoriale, sia applicando le metodiche della pianificazione urbana, che utilizzando le pratiche della progettazione paesaggistica negli ambiti compromessi e da recuperare.

E’ assessore dal 12 aprile in sostituzione della dimissionaria Alessandra Penzo. Una storia molto travagliata quella dell’assessorato all’Urbanistica: la Osti è il quarto assessore in 5 anni. “Il mio nome - racconta - è stato fatto all’amministrazione comunale da alcuni architetti chioggiotti e da altri padovani che lavorano molto spesso a Chioggia. Poi c’è stato un colloquio con il sindaco Ferro in cui abbiamo fatto un po’ l’analisi della situazione. Ho accettato questa proposta a tempo convinta di poter ottenere qualche risultato positivo per la città e per i cittadini”.

In questi giorni l’assessore Osti ha potuto prendere contatto con il territorio di Chioggia: “E’ un territorio bellissimo e complesso - spiega - dal punto di vista sia storico che culturale. Al suo interno ha una serie di contraddizioni che si porta avanti da anni e, adesso che sto vedendo le varie situazioni molto da vicino, mi rendo conto che la complessità è aumentata a tutti i livelli. Sono comunque contraddizioni che arricchiscono il territorio a cui bisogna trovare via via una soluzione”. Sicuramente un grosso problema è costituito dall’esiguo numero di tecnici e amministrativi in organico: “Siamo palesemente sotto il numero che sarebbe necessario per espletare la mole di lavoro attuale - spiega - servirebbero almeno 10 o 15 persone in più. Molti dipendenti che conoscevano il territorio sono andati in pensione con quota 100. La nota positiva è che c’è grande competenza da parte degli uffici tecnici, ho trovato una grande disponibilità a collaborare. Chi lavora in questi uffici attualmente, posso assicurare che fa i salti mortali per sostenere l’enorme mole di lavoro”.

La Osti non ha molto tempo a disposizione, a settembre ci sono le elezioni: “Cercherò di portare avanti il Pat che è già al vaglio della Città Metropolitana - dice - poi ci sono i piani di decoro e dell’arredo urbano e vanno rivisti quelli di Forte Penzo e dei Ghezzi. Il mio compito è quello di impostare in maniera onesta un lavoro che possa poi essere portato avanti anche nei prossimi anni. E, soprattutto, di dare risposte ai cittadini in tempi accettabili”.

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