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Chioggia

Difende il video di Grillo, bufera sulla Boccato

Boscolo, Tiozzo e la Lega chiedono le dimissioni. La Penzo invita la collega a dare spiegazioni. Lei replica: “Strumentalizzata”

Difende il video di Grillo, bufera sulla Boccato

02/05/2021 - 22:47

La presidente del consiglio comunale Maria Chiara Boccato in un commento su un post della consigliera Pd Barbara Penzo, difende Grillo e il suo video, e critica il comportamento della ragazza che ha dichiarato di essere stata violentata da alcuni ragazzi (tra cui Ciro Grillo, figlio del leader Cinquestelle), scatenando una bufera politica. Forza Italia, per voce del consigliere Beniamino Boscolo Capon, ne ha chiesto le dimissioni. “Prendiamo le distanze dalle dichiarazioni del presidente del consiglio Maria Chiara Boccato – si legge nella nota – e ne chiediamo le dimissioni dal ruolo di rappresentante della città intera e, se lo ritiene, anche da consigliere comunale. Siamo convinti che in questi casi la solidarietà vada rivolta ad entrambe le famiglie che si trovano coinvolte in una brutta vicenda e che solo il tribunale potrà giudicare. Le parole della presidente, invece, condannano la vittima ed esprimono solidarietà alla famiglia dell'indagato, in un misto di giustizialismo al contrario e garantismo di comodo. Ecco perché ne chiediamo le dimissioni da presidente del consiglio”.

Anche la consigliera di Chioggia è libera Romina Tiozzo, con un post su Facebook, chiede le dimissioni della Boccato: “Capisco che il trono da presidente dia alla testa, ma addirittura arrogarsi il diritto di dare sentenze da giudice, questo no. Dopo questa esternazione deve dimettersi. La città di Chioggia non può essere rappresentata da questa presidente”. Pure la consigliera e segretaria del Pd Barbara Penzo critica la presidente del consiglio: “Chiunque difenda la posizione di Grillo colpisce le donne, e per tale motivo sono inaccettabili e sconcertanti i commenti rilasciati dalla consigliera Boccato. Oltre a prendere le distanze da essi, ritengo vadano urgentemente rettificati online. Le chiedo, nel ruolo di rappresentanza che oggi ricopre, di chiarire quanto prima le sue gravi affermazioni. Quanto alla drammatica vicenda, ritengo occorra oggi il silenzio e lasciare che la magistratura prosegua con il lavoro di indagine, al fine di poter accertare i fatti e le responsabilità”. La richiesta di dimissioni da parte della Boccato arriva anche dalla Lega con una nota ufficiale: “Dopo le sue gravi affermazioni chiediamo che si dimetta. La seconda carica della città che dovrebbe rappresentare tutti i cittadini non può prendere posizioni di parte che colpiscono la sensibilità e la dignità delle donne. Con l’occasione annunciamo la volontà di organizzare al più presto una manifestazione, per ricordare che le donne vanno difese tutti i giorni e non solo nelle giornate di commemorazione”.

La Boccato, dopo 24 ore di silenzio, è intervenuta sulla vicenda con un lungo post su Facebook: “Incredibile come da due giorni a questa parte mi si stia lapidando con offese ed improperi basandosi su un unico commento appositamente estrapolato in maniera subdola e manipolatoria da parte di alcuni dell’opposizione del consiglio comunale. Per la loro campagna elettorale hanno volutamente cancellato la data di quel commento, 20 aprile 2021 anteriore alla mia nomina a presidente del consiglio comunale avvenuta il 24 aprile 2021, e soprattutto hanno omesso i commenti successivi di risposta a chi mi chiedeva delucidazioni con i quali esplicitavo meglio il mio pensiero”. “Offese personali e gratuite rilasciate alla mia persona e alla mia famiglia solo perché donna, anche questa è violenza al pari di quella a me attribuita nei confronti della ragazza - prosegue - violenza che sottolineo essere stata interpretata e non voluta nel mio post, in modo gratuito da persone solo a fini elettorali. La violenza vera è stata far diventare il mio commento, ad un post su un profilo privato di un’amica, virale solo ed esclusivamente per puri fini elettorali. Esplicito nuovamente il mio pensiero perché sia chiaro e spero di non dover ritornare più sull’argomento: donne e uomini sono uguali nei doveri nei diritti e nelle responsabilità, ogni donna che si senta offesa fisicamente e moralmente ha il diritto e dovere di denunciare sempre e comunque, perché tutelate dalla legge, oggi ancor più grazie al ‘Codice Rosso’, che aumenta il limite di tempo per denunciare la violenza. Ci tengo a ringraziare le persone che hanno espresso privatamente la loro solidarietà nei miei confronti”.

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