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Indifferenza “rossa” all’odio social

Primo attestato di solidarietà agli esponenti del Pd arriva dalla Lega

Indifferenza “rossa” all’odio social

La solidarietà femminile manda in cortocircuito il centrosinistra. Tanto che, alla fine, il primo messaggio di solidarietà ai cinque consiglieri comunali Pd travolti dall’odio social (rivolto, in realtà, più verso le quattro donne che sul capogruppo, Nello Chendi) per aver votato contro la mozione causando le dimissioni del sindaco, arriva da quella che sulla carta è un’avversaria politica, come la consigliere regionale della Lega Laura Cestari. Tanto che Diego Crivellari, ex deputato Pd, scrive: “Stupisce di dover leggere la solidarietà della consigliere regionale della Lega, di contro al silenzio di organismi di partito che, almeno in sede locale, sarebbero tenuti a difendere la dignità delle iscritte e delle militanti”.

Il riferimento è al posto pubblicato nel tardo pomeriggio di domenica dalla Cestari. “Mando un abbraccio e completa solidarietà alle consigliere Pd di Rovigo, vittime di insulti e offese ignobili per non aver votato a favore della propria maggioranza. Gli autori di questi attacchi, sia alcuni esponenti dello stesso Pd che delle liste civiche - le parole di Laura Cestari - si qualificano da soli per quello che sono. Non entro nel merito delle questioni politiche della giunta del sindaco Gaffeo, spero che Rovigo possa ritrovare una guida solida e credibile. Quanto sta accadendo è però preoccupante, che esempio di politica si mostra ai cittadini? Stiamo assistendo a un pericoloso livellamento verso il basso del dibattito (che in questo caso non è più tale). Oggi insulti e offese, ma domani cosa accadrà? Onestamente non vorrei scoprirlo, invito tutti a prendere le distanze da questi comportamenti. Facciamo fronte comune per evitare un punto di non ritorno”.

Solo ieri, poi, è arrivata la presa di posizione anche della Conferenza regionale Donne democratiche del Veneto, che “esprime la sua piena solidarietà a Margherita Balzan, che negli ultimi giorni è stata oggetto di insulti carichi d’odio per la sua scelta di voto in consiglio comunale. I termini con cui ci si riferisce a Margherita - scrive la portavoce della Conferenza, la rodigina Raffaela Salmaso - non sono accettabili in una società democratica, in cui le opinioni e le azioni politiche devono trovare confronto sul piano politico e non denigratorio delle persone. Purtroppo è uno sport diffuso attaccare le donne per il loro aspetto fisico o insultandole immotivatamente per denigrare la loro capacità di esprimere un’opinione. Le campagne d’odio devono finire e devono essere denunciate con forza e determinazione”.

Poi, fuori dal comunicato ufficiale, Raffaela Salmaso si rivolge direttamente alle consigliere offese: “Fate denuncia. Querelate chi ha diffuso messaggio gonfi d’odio: si può risalire a chi sono anche se si nascondono dietro pseudonimi”.

La solidarietà alle consigliere travolte dall’odio social arriva anche da Antonella Bertoli, “come donna, e come presidente della commissione provinciale pari opportunità”. “Anche io - racconta - ho ricevuto improperi e messaggi di insulti via social, per l’attività che porto avanti. Mi chiedo: sarebbe successo lo stesso ad un uomo che avesse manifestato le proprie opinioni politiche? Credo di no, e questo dimostra la misoginia di cui è impregnata la nostra società”. “Difendo la libertà di pensiero, manifestata anche via social, ma non le offese e sono convinta che in ogni caso ognuno si debba prendere la responsabilità di quello che dice e scrive”, aggiunge la Bertoli.

Una presa di posizione che però, in alcuni casi, sembra quasi arrivare obtorto collo, anche da parte delle donne stesse. L’assessore Erika Alberghini, quota Pd, liquida la questione con due parole, rimandando semmai una presa di posizione ufficiale a un “successivo comunicato”. “Certamente - concede - al di là delle posizioni politiche, una campagna d’odio di questo tipo, intrisa di sessismo e di offese dirette all’aspetto fisico delle persone, è assolutamente fuori luogo”.

E mentre i diretti interessati parlano apertamente di violenza “squadrista e fascista” (vedi servizio a pagina 10), Elena Biasin, capogruppo in consiglio della civica che fa riferimento al sindaco Gaffeo, respinge ogni accusa di aver alimentato il clima d’odio. “Chi dice una cosa del genere la dovrebbe dimostrare. Dire genericamente ‘i civici fomentano l’odio’ è un po’ generico: certo, abbiamo espresso le nostre valutazioni sul loro operato, ma lo abbiamo fatto da un punto di vista politico. Di più: non siamo mai usciti pubblicamente sulla vicenda, quindi mi risulta difficile poter sostenere che noi abbiamo aizzato queste offese, che comunque condanno”.

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