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SALARA

Una fondazione ricorderà Maurizia

Un commosso addio in chiesa alla grande artista, che non si era mai arresa alla malattia

Una fondazione ricorderà Maurizia

E' stato un omaggio rispettoso e discreto quello che la comunità di Salara ha portato a Maurizia Braga, lo scorso lunedì, durante il funerale officiato da don Massimo Guerra. La chiesa di San Valentino ha ospitato i parenti, con le sorelle Elisabetta e Natalia ad accompagnare l'estremo saluto al fianco di Maurizia per l'ultima volta, i numerosi amici e diverse personalità del mondo dell'arte contemporanea veneta ed emiliano-romagnola. Maurizia Braga ha saputo richiamare tutte le persone che le avevano voluto bene per darle l'ultimo saluto terreno, accompagnati da musica classica e canto lirico.

Il ricordo di Massimo Garbellini, amico di famiglia, e Riccardo Modestino, vicepresidente della De Humanitates Sanctae Annae di Ferrara, hanno reso pieno onore alla figura artistica e privata di Maurizia Braga, ricordando la sua tenace lotta contro la malattia e in favore della vita, lasciando in chiunque incontrasse l'impronta di un grande esempio da seguire. Modestino ha inoltre annunciato che l'eredità artistica di Maurizia Braga continuerà a vivere nella Fondazione internazionale che d'ora in poi porterà il suo nome.

Maurizia riposerà per sempre nel cimitero di Salara, dove è stata accompagnata al termine delle esequie. Da ricordare che l'arte di Maurizia Braga resta fruibile nelle sue due pubblicazioni, “Gioielli e Meditazione” pubblicato nel 2007, che raccoglie 35 gioielli realizzati con pietre dure e argento, e la recentissima “Il riverbero della luce”, pubblicata nel 2020 e da lei stessa considerata un secondo catalogo d'arte e poesia.

Importantissima per il percorso di recupero psicologico dei malati oncologici anche la donazione che la stessa Maurizia Braga aveva fatto in favore del reparto di oncologia dell'ospedale di Rovigo: i muri del corridoio del day hospital oncologico ospitano 40 opere fotografiche e pittoriche dal titolo “Emozioni alle pareti”, che come ricordava proprio lei in un'intervista recentemente rilasciata a screpmagazine.com “rendono i muri del corridoio dotati di anima, sentimento e gioia di vivere e meno triste l'attesa degli ammalati oncologici. Ho voluto dare voce al silenzio di quel corridoio e rendere i colori delle fotografie e delle opere pittoriche messaggeri di rinascita e di vita”.

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