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Opposizione

“La maggioranza è a brandelli”

Aretusini: “Ricucire è impossibile”. Bimbatti: “Chi pagherà?”. Menon: “Hanno fatto zero”

“La maggioranza è a brandelli”

“Metti anche che Gaffeo vinca la guerra. Ma poi, la pace, come la vince?”. Mettete via i libri di testo del liceo: sembra filosofia, invece è politica. E la domanda, tutt’altro che sofistica, la pone Mattia Moretto, capogruppo di Fratelli d’Italia in consiglio comunale. “Mettiamo anche che ora Gaffeo ritiri le dimissioni e la crisi rientri - concede Moretto - ma, a quel punto, quanto si va avanti? Stiamo assistendo ad attacchi personali mai visti tra esponenti della stessa maggioranza: una campagna d’odio terribile. Mi chiedo come farebbero a mettersi d’accordo e ripartire: anche se fosse, sarebbe una tregua armata che durerebbe pochissimo. Da qui alle prime nomine, previste a stretto giro. Poi il palco cadrebbe definitivamente. E allora, meglio vadano a casa subito”.

Da casa Lega, il capogruppo Michele Aretusini conferma: “Speriamo, davvero, non ritiri le dimissioni. Dopo aver conosciuto per due anni questo sindaco, direi che quella di dimettersi è stata la decisione migliore che abbia preso. Certo, subirà fortissime dimissioni per ritirarle: vedremo se ragionerà con la propria testa o no”. Poi si schiera in difesa dei cinque “dissidenti”: “Gli attacchi nei loro confronti sono la pagina più bassa della storia della politica rodigina. Abbiamo toccato il fondo. Credo sarà impossibile, per loro, ricucire i rapporti”.

Il centrodestra si completa con Forza Italia. Andrea Bimbatti, vicecoordinatore, è sulla stessa linea: “Se Gaffeo mantiene la propria coerenza di persona fuori dai giochi della politica, deve confermare le dimissioni. In caso contrario, penso che un dietrofront non sarà indolore: vedremo chi ne pagherà le spese, a livello di composizione di giunta”. Il colonnello Fi attacca, poi, sul piano politico: “Vorremmo sapere nel dettaglio quali siano i motivi di queste dimissioni, quali siano i poteri in gioco, quali siano gli interessi in gioco. Abbiamo assistito in questi giorni ad un attacco mediatico senza precedenti verso dei consiglieri comunali che hanno espresso liberamente un loro voto. Giudico dichiarazioni da rigurgiti pentastellati chiedere le dimissioni con attacchi personali che non hanno precedenti nella storia della città. Lascia sgomenti aver visto rappresentanti di enti o istituzioni inoltrare i messaggini chiedendo ipotetiche firme per far dimettere i consiglieri. Chi ha gli interessi da difendere?”.

Va controcorrente (come nel suo stile) Silvia Menon. “Vedrete che alla fine ritirerà le dimissioni”, scommette. “Ma lasciatemi dire: sarà davvero un bene per la città? In due anni non è stato fatto nulla di degno: hanno votato solo mozioni, per la Segre, per Regeni, per Zaki, per i curdi. Ma non è questa la funzione del consiglio comunale: questa maggioranza fa ideologia, non guida una città. E per di più le nostre proposte costruttive sono sempre state regolarmente respinte”.

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