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LA PETIZIONE

Quei peones che gridano “Dimissioni”

I cinque che subentrerebbero ai consiglieri del Pd ai quali hanno chiesto le dimissioni hanno preso in tutto 186 preferenze

Quei peones che gridano “Dimissioni”

Tutti insieme, hanno preso 186 preferenze. Una ventina più del solo Nello Chendi (168), 90 meno di Nadia Romeo (277), rispettivamente terzo e secondo più votato nella lista Pd, due anni fa. Di chi parliamo? Dei cinque candidati che subentrerebbero qualora davvero (ma non accadrà...) Romeo, Chendi, Businaro, Balzan, Nale dovessero dimettersi come richiesto da una petizione online firmata, a ieri pomeriggio, da 930 persone. Al loro posto, subentrerebbero Elisa Pinato (14esima più votata del Pd con 41 voti), Massimo Sanavio (40), Vincenza Truppo (38), Giovanni Punzo (34) e Marco Ferrari (33 voti). Numeri da capoclasse, più che da consiglieri in un capoluogo, ma tant’è.

Eppure questi nomi, ignoti anche a chi segue da vicino le vicende politiche rodigine, sono in questi giorni attivissimi online. Alcuni di loro, infatti, sono i più ardenti promotori della petizione contro i cinque “disertori”. Una petizione aperta al mondo intero, e non solo ai rodigini. E che in tutto il mondo ha raccolto, appunto, 930 sottoscrizioni, il 2% circa della popolazione del capoluogo. Peccato, che dentro ci sia gente da ogni dove: dalla provincia di Rovigo (Ceregnano, Villadose, Adria, per citarne alcuni), ma sarebbe il meno. E poi Milano, Como, qualcuno assicura persino dal Brasile. E dal Sud Italia. E proprio Cinzia Truppo ha pubblicizzato la raccolta firme su un gruppo Facebook di Aversa (Napoli) chiedendo agli “amici aversani” di firmare. E allora, una petizione così, davvero, che valore può avere?

Ma. Ran.

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