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Occupazione

A rischio 90mila posti di lavoro

La pandemia ha colpito soprattutto turismo e settore fieristico: in fumo l’80% dei ricavi

A rischio 90mila posti di lavoro

07/05/2021 - 22:39

Fatturati aziendali in calo del 16% e utili pressoché dimezzati. Il nuovo “Rapporto Nord Est” del Sole 24 Ore, uscito ieri, dedica un ampio focus all’eredità di un anno di pandemia sulle imprese del Nordest. Secondo una ricerca realizzata da Adacta Advisory sui bilanci di 22.500 società con ricavi superiori a un milione di euro, sul piano occupazionale si stima una perdita totale di 80.800 posti di lavoro. Più penalizzato in termini percentuali il Friuli Venezia Giulia (-8,5%) seguito dal Veneto (-7,5%) e Trentino Alto Adige (-6,9%). E altri 90mila posti di lavoro sono a rischio. Quello del turismo (Venezia) è sicuramente tra i settori più colpiti.

Dopo oltre un anno di fermo quasi totale, le fiere del Nordest studiano le strategie della ripartenza. La pandemia - spiega il Rapporto del Sole 24 Ore - ha comportato un crollo dei ricavi tra il 70 e l’80% del settore a livello nazionale e non ha risparmiato le realtà nordestine, grandi e piccole. Per tornare a crescere è necessario investire per innovare la programmazione e i servizi. Ma si renderà necessario anche mettere in campo tutte le possibili sinergie e alleanze all’interno del sistema per ottimizzare i costi, armonizzare i calendari e creare partnership di carattere industriale. Ne è convinto l’assessore allo Sviluppo economico della Regione Veneto, Roberto Marcato, che già cinque anni fa aveva raccolto attorno a un tavolo le fiere della sua regione per ragionare di alleanze, e che - annuncia - intende riproporre a breve un nuovo confronto tra tutte le realtà.

Le società fieristiche non si tirano indietro (almeno a parole): scettiche di fronte all’ipotesi di integrazioni societarie, sono invece tutte favorevoli a discutere di collaborazioni che, partendo dal territorio, possano guardare anche oltre. L’inserto Ore parla anche delle Bcc: a Verona record di sportelli bancari. Il vuoto lasciato dal crollo delle due ex popolari, Banca Popolare di Vicenza e Veneto Banca, è stato subito riassorbito dal sistema. E ad approfittarne sono state anche le “piccole” Bcc. A livello nazionale dal 2000 al 2019 il numero degli sportelli delle bcc è cresciuto infatti da 2.954 a 4.236. Un dato in controtendenza rispetto all’intero sistema del credito (Abi e Bcc) che nel 2000 operava tramite 28.194 sportelli, ridotti a 24.312 nel 2019. La provincia con più sportelli bancari in regione è Verona con 507, poi Vicenza con 448, Padova (446), Treviso (416), Venezia (360), Belluno (124), chiude Rovigo con 124.

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