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Economia

La pandemia frena tutto il Veneto

Il bollettino socioeconomico fotografa la situazione del 2020: Pil a meno 8,9%, giù consumi e occupazione.

La pandemia frena tutto il Veneto

11/05/2021 - 18:44

Il Veneto risente delle conseguenze dell’emergenza sanitaria da Covid-19, allineandosi con lo scenario nazionale. E’ quanto emerge dall’ultimo numero del bollettino socio-economico della Regione. Nell’attuale scenario di incertezza socioeconomica dominato dall’emergenza sanitaria, le stime per il Pil veneto disegnano una brusca contrazione nel 2020 (-8,9%), in linea con quanto registrato a livello nazionale.

Per i consumi delle famiglie in Veneto, dopo la timida dinamica del 2019, si stima una diminuzione pari a -11,8% mentre per gli investimenti il dato si attesta attorno ad un -10%. Segnali incoraggianti arrivano fortunatamente per il 2021: le prospettive, nonostante il pessimo inizio anno, sono positive. Il Pil regionale dovrebbe segnare un rimbalzo del +5,5%, così come dovrebbero riprendersi i consumi delle famiglie e gli investimenti fissi lordi (rispettivamente +4,3% e +13,2%).

La dinamica imprenditoriale mostra una leggera contrazione: il Veneto chiude l’anno con un -0,6% di imprese attive rispetto al 2019, mostrando un dato che evidenzia un calo più marcato rispetto a quello nazionale (-0.2%). A segnare le contrazioni più significative sono il comparto industriale (-1,5%) e agricolo (-1,2%) mentre il terziario mostra un sostanziale equilibrio (-0,4%). Gli effetti della pandemia sono visibili sulle nuove iscrizioni di impresa (-17,5%). Da osservare con attenzione il dato relativo ai fallimenti, che diminuiscono del 28,6% rispetto al 2019: un dato che dimostra come l’andamento delle chiusure di impresa non rifletta ancora gli effetti della crisi economica generata dall’emergenza sanitaria, anche per effetto delle misure straordinarie a sostegno delle imprese interessate dai provvedimenti di chiusura emergenziale.

Per quanto riguarda l’export il 2020 si chiude con una contrazione complessiva delle esportazioni pari al -8,2%, inferiore rispetto al dato nazionale (-9,7%).

Sensibile il calo delle vendite di prodotti made in Veneto verso alcuni dei principali partner europei (Francia, Regno Unito e Spagna), mentre nel principale mercato di riferimento delle imprese venete, quello tedesco, la riduzione delle vendite sfiora i 152 milioni di euro, in netto recupero nell’ultimo trimestre del 2020.

A livello settoriale, è solo il comparto chimico-farmaceutico a registrare un saldo positivo (+5,4% rispetto al 2019), grazie soprattutto alla vendita di medicinali. Consistenti invece le riduzioni per moda, macchinari e forniture mediche. Elevate le perdite nel settore turistico, che segna un -54,4% delle presenze.

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