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Centro storico

Il nuovo tribunale, “una speranza”

I commercianti soddisfatti della prospettiva di rendere nuovamente viva la zona.

Il nuovo tribunale, “una speranza”

14/05/2021 - 17:17

 Via Badaloni e la zona attorno al Duomo di Rovigo a parte la parentesi dell’amministrazione Piva, è da anni un’appendice poco vivace del centro storico. Molti locali e negozi hanno aperto e chiuso, compresa una libreria, due ristoranti, un bar. Con lo spostamento del liceo Classico dalla storica sede del Celio, e lo smantellamento dell’ex questura, chi è sopravvissuto allo svuotamento, ha dovuto stringere la cinghia.

Per i commercianti della zona la possibilità di rendere nuovamente vivace la zona è una grande speranza. Come per Luca Villani, titolare dell’omonima boutique, che di recente si è spostato dalla galleria in piazza Vittorio Emanuele II a via Trento, proprio su piazza Duomo. “Ritengo sia un cambiamento e un dato positivo che Rovigo possa avere il tribunale in centro, per dare slancio alle piccole attività. Anzi, non capisco non volevano più farlo in zona. Rovigo avrebbe perso una grande opportunità di veicolare più gente. Abbiamo perso tutto, la caserma dei finanzieri, i militari, hanno decentrato tutto e nessuno si è mai preoccupato dei risvolti che ci sarebbero stati per noi”.

Sta diventando un presidio importante e ha resistito a una crisi di fatto dei negozi della zona, Egle Quaglio, titolare del negozio Capelli e Dintorni: “Siamo contenti che il tribunale si sposti qui in centro. Io sono arrivata in zona cinque anni fa e c’era la movida, i locali erano pieni. Ora non c’è più nessuno”.

Le fa eco Elena Gasparetto, del bar Favorita, proprio davanti all’Urban Center: “Ho letto di questa novità e per me è una cosa buona. Hanno fatto il digital center. Ancora non ho capito niente di come funziona lì, ho letto che fanno corsi per imparare l’informatica e io ne sarei contenta, ma non vedo tanta gente. Ogni tanto un gruppo di ragazzi, credo siano quelli delle scuole. Insomma, da quando è andata via la questura si è vista la differenza. E anche se non si parla di grandi flussi, tutto contribuisce a chiudere i conti”.

Sara e Andrea, del bar Il Portico hanno appena cominciato a respirare, grazie al dehors: “Con l’Innovation Lab un po’ di movimento lo cominciamo a vedere. E noi lavoriamo un po’ di più. Certamente dispiace lo spostamento della Guardia di Finanza ci dispiace per i nostri clienti affezionati, ma fa parte del commercio, che va e viene”.

L’edicola di Denis Turolla, all’angono tra vicolo Donatoni e piazza Duomo è ben piazzata, ma fatica ogni giorno: “Bene, bene, il nuovo tribunale porta clienti. Tutti stiamo soffrendo, la gente non trova lavoro e spende meno. Io avevo appena aperto, nel 2017, quando hanno spostato la questura. Ora qualcosa ha smosso questa scuola, o smartworking, non so, cosa ci sia esattamente. Dicono che porteranno l’università. Con il tribunale potremmo tornare ai bei tempi”.

Enrico e Aser Portesan del bar Nazionale commentano: “Finalmente una buona notizia. Speriamo che sistemino anche la zona dell’ex caserma dei vigili del fuoco. Saremmo molto contenti, sempre che la politica non ci metta nuovamente lo zampino”.

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