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Palazzo Nodari

4,8 milioni di euro fermi nei cassetti

Le casse di palazzo sono piene, ma i 3,2 milioni del Baldetti accantonati per la voragine Iras

4,8 milioni di euro fermi nei cassetti

23/05/2021 - 12:04

Una grana dopo l’altra. La fase due dell’amministrazione Gaffeo si annuncia piena di scogli e di gatte da pelare. A cominciare dalla questione Iras, con la voragine di bilancio che sta mettendo in difficoltà anche il Comune, tanto che per far fronte al rischio di essere chiamato in causa per il passivo ha dovuto accantonare 3,2 milioni di euro nel fondo rischi. Ma il Comune non si ritroverà affatto con le casse vuote, anzi, nei prossimi giorni i consiglieri comunali dovranno prendere in esame un avanzo di amministrazione come raramente se ne vedono nelle amministrazioni comunali.

Avanzo milionario Un avanzo di ben 4,8 milioni di euro non vincolati che non essendo stati spesi nel 2020 dovranno essere destinati alla spesa nell’anno in corso. Bene, dunque, verrebbe da dire. E invece no, perché l’affondo politico sta già montando con i gruppi di opposizione pronti a dare battagli accusando la maggioranza di incapacità politica. Avere un avanzo di amministrazione di quasi 5 milioni, infatti, significa non essere riusciti a spenderli entro il 2020 come invece era stato indicato nel bilancio. Significa che iniziative e spesa corrente di vario genere sono state sacrificate per chissà quale motivo. “Il rendiconto che esamineremo nel prossimo consiglio comunale - dice Michele Aretusini, capogruppo della Lega - fotografa la situazione alla fine del 2020. Ed emerge che ci sono tantissime risorse che potevano essere impiegate per la città e invece sono rimaste ferme e inutilizzate. Forse che il 2020, con la pandemia in corso, non ha offerto spunti per utilizzare quelle somme? Eppure ci sono tantissime persone in difficoltà, attività in sofferenza, situazioni che potevano essere affrontate con queste risorse. Una dimostrazione di incapacità”.

I 4,8 milioni avanzati dal 2020 derivano da varie voci, ad esempio ci sono diverse decine di migliaia di euro che erano state destinate alla digitalizzazione, e che sono rimasti nel cassetto. E poi fondi che avrebbe dovuto utilizzare il settore dell’urbanistica. Spese per il personale per assunzioni mai fatte, e via di questo passo. Certo soldi che saranno spesi nel 2021, e per i quali fioccheranno le proposte di impiego, a partire dagli investimenti, ma pur sempre denaro che avrebbe potuto essere utilizzato nel 2020, e i bisogni non mancavano. “Senza contare - continua Aretusini - che l’anno scorso il Comune ha rinegoziato una serie di mutui che hanno allungato le rate e comporteranno un appesantimento economico per gli anni futuri. Ma non si potevano utilizzare quelle risorse invece di beneficiare di poche centinaia di migliaia di euro a fronte di un allungamento dei mutui?”. Domande che probabilmente saranno poste al consiglio comunale di fine mese. Inoltre ci sono altre voci di bilancio di somme destinate all’emergenza Covid e ad altre opere che sono in fase di spesa.

Iras Ma l’altra grossa cifra è quella dei 3,2 milioni di euro accantonati per far fronte alla voragine dei conti dell’Iras. Si tratta delle stesse risorse liberate dalla soluzione del lodo Baldetti (uno dei maggiori risultati della giunta Gaffeo) che transiteranno da un fondo rischi ad un altro. Niente utilizzo di queste somme, quindi, per realizzare opere pubbliche come era stato annunciato nei mesi scorsi. L’accantonamento è derivato dal suggerimento dell’ufficio legale del Comune per fronteggiare l’eventuale chiamata in causa dell’Iras. La gestione della casa di riposo, infatti, commissariata da anni, si trascina con bilanci sempre più in rosso, tanto che presto potrebbe chiederne conto al Comune per una forma di compensazione per le spese sostenute. Ecco allora che il Comune si deve premunire a copertura di questa eventuale richiesta.

L’amministrazione - spiega l’assessore al welfare Mirella Zambello - sta ragionando per affrontare la situazione. Ci sono varie ipotesi allo studio, quella dell’accantonamento, ma anche la revisione della convenzione che lega il Comune a Casa Serena. L’Iras poi deve portare avanti un Piano industriale. Le varie gestioni dell’istituto hanno prodotto questa situazione e occorre affrontarla”.

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