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Porto Viro

Gasparini: “Difenderemo il territorio”

Il presidente dell'ente Parco del Delta del Po: "Abbiamo già depositato il ricorso al Tar"

Gasparini: “Difenderemo il territorio”

23/05/2021 - 10:09

Il presidente dell’Ente Parco del Delta del Po, Moreno Gasparini, è fermo nel suo no alle trivelle. Tanto da avere deciso di intraprendere una lotta legale nella quale il primo passo è già stato compiuto. “Abbiamo depositato il ricorso al Tar (il tribunale amministrativo regionale del Veneto, l’organo di fronte al quale si impugnano gli atti della pubblica amministrazione, ndr) – precisa Gasparini – contro il via libera concesso alle trivellazioni nell’Adriatico, ma anche sulla terraferma, finalizzate alla ricerca di idrocarburi. Come ho già detto l’Ente Parco è contro questa questione. Ribadisco che le trivelle provocano danni alla fauna e ai siti marini. In questi giorni i ministri Dario Franceschini e Roberto Cingolani hanno detto che sono favorevoli. Io invece sono sempre contrario, perché le estrazioni porterebbero forti danni al nostro Parco del Delta del Po sotto il punto di vista ambientale, per la biodiversità e per la sicurezza. Noi siamo in mezzo a due grandi fiumi, il Po e l’Adige, se si abbassa il suolo si creano forti danni per la nostra sicurezza”.

Il riferimento è al fenomeno della subsidenza, della quale il Polesine ha fatto tristemente le spese: vale a dire l’abbassamento della costa e del suolo, a seguito dello svuotamento delle sacche di idrocarburi che vi si trovano. “Ora siamo - prosegue Gasparini - in attesa del Tar, o di una sospensiva o della fissazione dell’udienza per discutere dell’annullamento del decreto”. Nelle settimane scorse, le contrarietà espresse dall’Ente Parco, per bocca del presidente Gasparini, sono state ribadite dal Consorzio di Bonifica, ossia l’ente al quale è affidata la difesa idrogeologica del Polesine, terra in buona parte sotto al livello del mare, tanto che il funzionamento delle idrovore costa ogni anno svariati milioni di euro. Proprio per questo viene fatto notare che un acuirsi della subsidenza, a seguito di un rinnovamento delle estrazioni, potrebbe provocare un aggravamento del problema. Nonostante questo, a livello ministeriale è stato annunciato il nulla osta alla ripresa di questa tipologia di attività, tanto sulla terraferma quanto in mare.

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