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SANITA’

“La madre muore, nessuno avvisa”

La donna di 99 anni era morta da una settimana nel silenzio generale, i figli pronti a far denuncia

“La madre muore, nessuno avvisa”

L'ospedale di Adria

24/05/2021 - 21:49

Una settimana per apprendere che la madre ricoverata in ospedale era deceduta. Questa l’amara sorpresa per i fratelli Giuseppe e Pietro Marangoni, i quali sono giunti a conoscenza quasi per caso che la mamma era deceduta: Avelina Braghin, 99 anni. Ieri pomeriggio è stato celebrato il funerale poi la salma è stata tumulata nel cimitero cittadino.

Tutto inizia circa tre mesi fa quando la donna scivola e si rompe un femore. Dopo le cure trova ospitalità in Casa di riposo dove può avere un migliore servizio di assistenza. Ai primi di aprile la donna va in coma. Così si decide di ricoverarla in ospedale, in accordo con i familiari. L’anziana donna sembra dare qualche segno di ripresa, ma la situazione resta gravissima e ancora non riprende conoscenza appieno. L’ultimo a vederla è Gabriele, la sera di giovedì 13 maggio.

Per le norme anti Covid l’accesso in ospedale è abbastanza complicato, quindi i due fratelli Bellettato evitano visite troppo frequenti, sempre in attesa di informazioni sulla stato di salute della donna. Si arriva a venerdì 21: i due fratelli si recano in ospedale, ma la mamma non è più nel suo letto. Chiedono spiegazioni e allora scoprono che è deceduta. Anzi, deceduta da una settimana e la salma è stato messa in frigo. Evidente l’imbarazzo tra i medici e gli infermieri.

I due fratelli parlano con il primario e questo si scusa per quanto accaduto e assicura che sarà avviata un’indagine interna per capire come sia stato possibile che i familiari non siano stati avvisati nei tempi necessari. I due fratelli scoprono che la comunicazione del decesso non è stata data neppure alla Casa di riposo, che fino all’altro giorno continuava ad aspettare il rientro in struttura. Adesso la questione approderà quasi sicuramente in tribunale. I due fratelli Bellettato hanno già preso appuntamento con un legale per i prossimi giorni per presentare un esposto e chiarire esattamente che cosa è successo. Inoltre vogliono capire le condizioni della madre perché, a loro dire, nella bara aveva qualcosa di anomalo, qualcosa che le sosteneva il collo. “Abbiamo il diritto di sapere tutto quello che è successo perché è un atto di giustizia” affermano i due fratelli.

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