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CREDITO COOPERATIVO

Banche: moratorie per 1,7 miliardi

Il presidente Liviero: “Nella pandemia, siamo stati vicini a famiglie, imprese e artigiani”

Banche: moratorie per 1,7 miliardi

26/05/2021 - 19:16

Redditività sostenibile, qualità degli attivi e una solida base patrimoniale, superiore alla media e su livelli di eccellenza per il comparto bancario italiano, nonostante un anno caratterizzato dall’emergenza Covid-19. Sono queste le caratteristiche alla base dei risultati consolidati 2020 delle sei banche appartenenti alla Federazione del Nord Est, il nuovo organismo associativo di secondo grado che riunisce tutti gli istituti veneti di credito cooperativo facenti capo a Cassa Centrale Banca, compresa Banca del Veneto Centrale nata dalla fusione tra RovigoBanca e Centroveneto.

E il presidente della Federazione, il rodigino Lorenzo Liviero, commenta: “I risultati 2020 testimoniano la bontà del modello cooperativo delle sei banche, fondato su una redditività sostenibile ed equilibrata che mette al centro il territorio di cui è parte. In un anno caratterizzato dalla pandemia, siamo stati vicini a famiglie, imprese e artigiani, venendo incontro alle loro necessità e a quelle della società, attraverso attività di beneficenza e mutualità. Al tempo stesso, ci siamo preparati per far fronte ad un peggioramento della situazione creditizia. Nonostante ciò, grazie al ruolo che la Federazione del Nord Est potrà avere, continueremo a lavorare per sostenere lo sviluppo delle nostre comunità di riferimento”.

I dati operativi, presentati ieri, evidenziano una realtà di riferimento per il territorio che ha continuato a sostenere l’economia locale, composta prevalentemente da famiglie, artigiani, agricoltori e piccole e medie imprese. In un contesto caratterizzato dall’emergenza sanitaria, le Bcc venete, in coordinamento con la capogruppo, hanno immediatamente attivato le misure di sostegno promosse dal governo, tramite iniziative a favore di privati, imprese e professionisti che si sono concretizzate in moratorie dei pagamenti (13.854 richieste approvate per 1,7 miliardi di euro), sospensioni delle rate del mutuo ed erogazioni di finanziamenti assistiti da garanzie pubbliche. In coerenza ai principi di responsabilità sociale, le sei Banche hanno sostenuto il territorio con iniziative di solidarietà, beneficenza, culturali e sportive, attraverso erogazioni liberali per un totale di 2,7 milioni, soprattutto in cultura, arte, formazione e ricerca (875 mila euro, il 32%), sport, tempo libero e manifestazioni (817mila euro, il 30%) e attività socio-assistenziali in sanità e volontariato (715mila, il 26%).

Dall’analisi dei risultati consolidati 2020 risalta una gestione di bilancio sana e prudente. Gli attivi totali hanno raggiunto gli 11,55 miliardi (contro 10,29 miliardi nel 2019, +12,3%), mentre i prestiti alla clientela hanno toccato i 6 miliardi (+5,4%). Numeri particolarmente positivi anche dalla raccolta complessiva che ammonta a 14,1 miliardi (+13,5%). In particolare, la crescita della raccolta diretta dalla clientela (pari a 8 miliardi, +8,2%) conferma l’attenzione e l’impegno delle banche e del gruppo nel tutelare e valorizzare il risparmio delle famiglie e delle imprese del territorio. Mentre la raccolta indiretta segna una crescita a doppia cifra (+13,5%) a 3,64 miliardi, trainata dal risparmio gestito (2,66 miliardi, +16,6%). Numeri che hanno portato l’utile netto a crescere di oltre il 10% a 38,1 milioni (34,5 milioni nel 2019), grazie anche ad un margine d’interesse di 148,4 milioni (+9,9%) ed a commissioni nette pari a 72,9 milioni (+7,9%).

Anche sul fronte della patrimonializzazione, per la Federazione del Nord Est, così come per Ccb, si segnalano parametri molto elevati, ampiamente superiore ai requisiti normativi, a tutela di tutti gli stakeholder: il Cet1 ratio raggiunge il 22,3% (+222 punti base in un anno; il sistema bancario italiano si ferma al 15,5%), mentre i fondi propri arrivano a 900 milioni (+4,5%). Passando alla qualità dell’attivo creditizio, ci troviamo ugualmente davanti a numeri che pongono i sei istituti, così come Ccb, in posizione di vertice nel comparto, poiché il rapporto crediti deteriorati netti/impieghi verso la clientela netti è del 1,9% (contro una media del 2%) mentre il livello di copertura dei crediti deteriorati è del 71,6% (a fronte di una media del 53,5%). In forte diminuzione lo stock di crediti deteriorati lordi che ammonta a 382 milioni (-25,1%): a tal proposito, in considerazione del prevedibile peggioramento della qualità dei crediti generato dalla pandemia, le banche hanno prudenzialmente accantonato quasi 70 milioni di rettifiche nel 2020 (più del doppio rispetto all’anno precedente), finalizzate ad incrementare ulteriormente le coperture sui crediti deteriorati.

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