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LA STORIA

Tarè, campionessa presa di mira

Una vita dedicata a studio, sport e canto: “Non bado alle persone piccole. Ma che fatica!”

Tarè, campionessa presa di mira

26/05/2021 - 20:41

“Vedi? Un altro che strombazza a me e alla mia amica”. Taré Miriam Bergamo, orgoglio polesano, campionessa di lancio del disco e del peso per Assoindustria Sport, a soli 16 anni lotta. Lotta per vincere e per migliorare i suoi eccellenti risultati sul campo, ma anche contro i pregiudizi. Mamma nigeriana, papà rodigino, ha da sempre subìto commenti inopportuni, ha dovuto da sempre spiegare che è italiana al 100%. E ultimamente ha dovuto anche rispondere a un attacco social - non è il primo - del razzista di turno che trova nel colore della sua pelle un deficit di “italianità”. “Purtroppo c’è gente che ama mettere in difficoltà - racconta - quando ero piccola è successo che fossi discriminata, ma poi negli anni ho mai sentito differenze. Tuttavia sì, subisco soprattutto sui social, dei commenti poco carini. Anche quando ho trovato e restituito un portafogli e la notizia è arrivata ai giornali, è successo che qualcuno avesse da ridire. E’ abbastanza stancante, ma va bene così”. Avevano scritto “rodigina, la ragazza nella foto?” e ancora... “se il portafogli lo avesse trovato una ragazza normale?”...

Normale? No, Taré non è normale, è una campionessa di atletica a soli 16 anni. E’ una regina dei social locali. Inanella successi nello sport: l’ultimo risale al meeting regionale di Vicenza, dove al Campo Perraro, ha calato una doppietta, imponendosi sia nel getto del peso (13.40) che nel lancio del disco (42.79). “Punto agli assoluti - dice - mi mancano 10 centimetri”. E’ una cantante jazz e soul in erba, con una voce da brividi, parola della sua maestra, l’insegnante Sabrina Scarpati, che recentemente ha pubblicato un suo video, molto apprezzato. A 16 anni la sua vita è impegnata, tra il liceo Scientifico a Rovigo (frequenta il terzo anno), gli allenamenti (due ore e 40) a Padova, la spola tra le due città in treno e lo studio. “In stazione capita sempre di incontrare persone che fanno apprezzamenti brutali - continua - l’altro giorno un autista ha strombazzato e ha fatto segni che non oso ripetere. Anche i peggiori insulti, devo dire che non li ricordo. Ma pesano, sì”.

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