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TRAGEDIA IN CASA

Autopsia per chiarire un giallo

La Procura la disporrà già domani, sulla salma della infermiera morta per le ustioni

Autopsia per chiarire un giallo

30/05/2021 - 01:01

Servirà una autopsia, per chiarire quello che, allo stato, è un vero giallo, con una unica, triste certezza: si è consumata, venerdì, una tragedia che ha portato via Chiara Fantinati, 48 anni, infermiera dipendente dell’Ulss 5, al suo mondo, ai suoi affetti, al marito e ai figli di 16 e 7 anni. Tutto, secondo le attuali ricostruzioni, è accaduto all’alba, poco dopo le 6, nel bagno dell’abitazione di San Pio X dove Chiara viveva con la sua famiglia. La donna ha riportato gravi ustioni, che l’hanno uccisa, alcune ore dopo, nonostante il prodigarsi di tutto il personale medico.

Cosa, esattamente, sia accaduto, resta da chiarire nel dettaglio: sarebbero state sequestrate una bottiglia di alcool e un accendino, tra il materiale repertato dalla scientifica. Sono due, quindi, le possibili ricostruzioni: la prima, quella di un gesto volontario, che però pare cozzare con tutti gli elementi raccolti, che parlano di una famiglia serena, senza angosce o tensioni particolari, così come di una donna, mamma e moglie che non attraversava difficoltà in grado di motivare un gesto di questo tipo. L’altra ipotesi è quella di un incidente domestico, la cui dinamica, tuttavia, appare parimenti, al momento, molto difficile da ipotizzare in maniera da avere un quadro solido, qualcosa di simile a una certezza.

Proprio per questa difficoltà nel chiarire i fatti, la Procura, nella persona del sostituto procuratore Andrea Bigiarini, ha deciso di procedere con l’autopsia, che verrà disposta nella giornata di domani. Intanto, arriva una nota di cordoglio da parte di tutto l’Ordine delle Professioni Infermieristiche provinciale. “Difficile trovare le parole giuste – afferma il presidente Denis Piombo – per commentare la vicenda che ha visto tristemente protagonista la nostra cara iscritta e collega Chiara Fantinati e che ha colpito emotivamente e profondamente tutto l’ambiente sanitario e tutta la professione infermieristica. Non è retorica, ma credo davvero non ci siano parole adatte a descrivere questo dolore. L’unica cosa che possiamo fare in questo tragico momento è esprimere il nostro cordoglio e la nostra vicinanza, come Ordine e come professione, al marito, ai suoi due figli e a tutti i suoi familiari”. “Allo stesso tempo – conclude il presidente dell’Opi di Rovigo – portiamo la nostra vicinanza a tutto il personale che ha lavorato per anni con Chiara, una professionista stimata, sempre gentile e benvoluta da tutti. Chi ha avuto la fortuna di conoscerla può testimoniarlo. Chiara mancherà a tutti”.

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