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BOSARO

Addio al “Cin”, paese sotto shock

Alberto: storico fornaio, allenatore di calcio e amante del biliardo. Tutti gli volevano bene.

Addio al “Cin”, paese sotto shock

Ucciso da uno stuzzicadenti. E due intere comunità sono sotto shock per la morte del “Cin”, al secolo Alberto Genesini, storico fornaio e titolare, nel tempo, di due negozi di generi alimentari ad Arquà Polesine e Bosaro. Aveva 52 anni.

Alberto è morto martedì sera, all’ospedale, dov’era ricoverato da tempo. La sua agonia era iniziata un paio di mesi fa quando, accidentalmente, aveva ingerito uno stuzzicadenti. Inizialmente non aveva dato peso alla cosa, ma nel giro di un paio di giorni sono iniziati dolori e malesseri. Che lo hanno portato in un tunnel di dolore dal quale non è stato più possibile salvarlo. Fino al tragico epilogo dell’altra sera.

Alberto Genesini, noto a tutti con il soprannome di “Cin”, ereditato dalla famiglia, era conosciuto e apprezzato da tutti - nella zona, ma non solo - per il suo carattere, per la sua disponibilità e per la sua professionalità. Per tanti anni aveva gestito il forno di Arquà, località San Marco, e l’annessa rivendita di pane e generi alimentari. Un paio di anni fa aveva venduto forno e negozio. Ma dal 1997 aveva allargato il proprio commercio alla vicina Bosaro: la bottega di via Nazionale era un punto di riferimento per tanti, e con le consegne del pane a domicilio (come si faceva una volta...) il “Cin” entrava in tutte le case, facendosi benvolere da tutti. Non solo: trovandosi proprio sulla Statale 16, il suo negozio era frequentato da moltissime persone anche da fuori paese, compresi molti lavoratori pendolari che non perdevano occasione per assaggiare uno dei suoi leggendari panini.

Ma la sua vita non era soltanto lavoro. Da giovane aveva praticato il rugby, ma era anche un grande appassionato di calcio, e per qualche stagione, una decina di anni fa, aveva guidato - come allenatore - la formazione degli Amatori Arquà, restando sempre legato al suo gruppo di “ragazzi”, per il quale era un punto di riferimento. Il suo rapporto con i giovani era marcato, anche grazie al forno: punto di riferimento notturno per molti, special

Il “Cin” era anche un grande appassionato di biliardo, sport che praticava e di cui era anche arbitro, apprezzato e conosciuto. Amava i cani, e ne aveva uno a cui era affezionatissimo. 

Nella sua vita, però, aveva dovuto affrontare prove dure. Due anni fa, in una mattina del maggio 2019, il fratello Giuliano, anche lui fornaio, era stato stroncato da un infarto a soli 58 anni mentre passeggiava nel centro di Arquà. L’ultimo saluto al “Cin” sarà celebrato lunedì mattina alle 10.30 nella chiesa di Arquà Polesine. Sarà possibile, inoltre, portare un saluto anche nella camera mortuaria dell’ospedale già dalla mattinata di domenica.

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