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il caso di Crema

“Così chi mai vorrà fare il sindaco?”

I sindaci polesani esperti di diritto: “Assurdo”; “Il sistema va cambiato”; “In questo modo la gente si allontana dalla politica”

“Così chi mai vorrà fare il sindaco?”

Angela Zambelli, sindaco di Crespino e avvocato

Un bambino si ferisce all’asilo: avviso di garanzia al sindaco. E’ successo a Crema dove lo scorso ottobre un bambino, mentre era all’asilo comunale, si è ferito alla mano nel cardine di una porta tagliafuoco, procurandosi lesioni da schiacciamento al terzo e al quarto dito della mano sinistra. 

Il primo cittadino ha annunciato in consiglio comunale di avere ricevuto l’avviso di garanzia e ha sollecitato l’aumento delle “tutele giuridiche a favore dei sindaci”. Sulla vicenda è intervenuto anche il presidente dell’Anci che ha affermato che “se lo Stato non cambia le regole ci costituiremo parte civile”. Solidarietà anche dai sindaci Raggi, Nardella e Sala. Un appello che ha raccolto poi il sostegno di molti altri primi cittadini. A tal proposito ecco il parere ai sindaci polesani che oltre ad essere amministratori sono anche avvocati o laureati in legge e che quindi conoscono bene le implicazioni giuridiche e legali della vicenda.

“Capisco bene l’avviso di garanzia dal punto di vista giuridico, poi però il sistema deve cambiare - spiega il sindaco di Stienta Enrico Ferrarese - bisogna fare un passo chiaro su quelle che sono le reali responsabilità di un amministratore in casi come questo. Fare il sindaco significa essere investiti da tantissime responsabilità e questa è forse la cosa più bella del mondo, poi di fronte ad episodi di questo tipo l’amarezza che si prova lascia sicuramente un segno indelebile. Il problema vero è a livello di sistema - continua Ferrarese - non può essere che per ogni cosa succede la responsabilità di default debba essere del sindaco. Tutto questo allontana sicuramente le persone dalla politica. Ad un certo punto rischi di trovarti in difficoltà tra il decidere se fare o non fare le cose per mettersi in sicurezza. Io ad esempio in questi anni ho messo a norma tutti gli edifici comunali e presto, se sarà possibile, mi dedicherò alle strade. Fare entrambe le cose sarebbe stato impossibile. Cosa avrei dovuto fare per stare al sicuro: chiudere le strade nel frattempo?”.

Al sindaco di Stienta fa eco il primo cittadino di Canaro Nicola Garbellini: “Si tratta di avvisi di garanzia di rito - spiega - Non può un sindaco essere responsabile di quello che succede in un asilo se non si tratta di conseguenze dirette rispetto ad atti di indirizzo politico da lui volute. Occorre disciplinare chiaramente quelle che possono essere responsabilità dirigenziali da quelle di carattere politico amministrative. Purtroppo il sindaco di Crema andrà comunque incontro ad un periodo non piacevole e durante il quale dovrà difendersi. Anche per ragioni come questa non chiediamoci poi perché, specialmente nei comuni piccoli, nessuno vuole più fare il sindaco”.

Anche il pensiero dell’avvocato Angela Zambelli, sindaco di Crespino, non si discosta molto da quello dei colleghi: “Giuridicamente funziona così e l’avviso di garanzia è un atto previsto. La cosa però è davvero sconcertante. Non è possibile attribuire ai sindaci responsabilità su fatti e circostanze per le quali non hanno alcun tipo di controllo. Noi sindaci non possiamo avere responsabilità su cose che non sono di indirizzo politico - continua - Ci troviamo una responsabilità piena, senza che ci vengano dati i mezzi per fare fronte alla cosa. Sarebbe un po' come andare in guerra in prima linea, ma senza armi. Tutto questo porta le persone ad allontanarsi dalla politica e questa è un’altra realtà sconcertante del nostro sistema che deve per forza trovare un responsabile”.

“Siamo alla follia - afferma senza troppi giri di parole il sindaco di Porto Viro Maura Veronese - Fare il sindaco porta sicuramente ad avere delle responsabilità grandi, ma oggettivamente siamo arrivati ad una cosa davvero assurda. Tutto questo non fa che demotivare ulteriormente le persone che si sganciano sempre di più dalla politica attiva e che sempre più raramente accettano di impegnarsi in politica. A questo va aggiunto che la gente è incattivita e trovare nel sindaco il responsabile ad ogni cosa, è la cosa che risulta più facile e immediata”.

In linea con i colleghi anche il sindaco di Ceneselli Angela Gazzi. “Tutto questo mi sembra francamente eccessivo - commenta - Il sindaco ha delle responsabilità sicuramente, ma non può averle su cose sulle quali non ha alcun tipo di controllo diretto. Mi sembra che si stia esagerando nel cercare un colpevole ad ogni costo”.

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