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CHIOGGIA

Giovani schierati contro il razzismo

Indignati per il silenzio dei presenti: "La maleducazione è ancora sovrana"

Giovani schierati contro il razzismo

L’aggressione al dottor Nelson Yontu avvenuta il 2 giugno da parte di un cittadino chioggiotto, non ha lasciato indifferente anche la popolazione più giovane del territorioMargherita, 20 anni, racconta: “Devo dire di non essere rimasta troppo sorpresa. A Chioggia la maleducazione è sovrana. Solo dopo aver risolto le problematiche dovute alla maleducazione e ai pregiudizi si può passare a risolvere la questione razziale. Questo è solo uno dei tanti casi di razzismo e maleducazione che avvengono a Chioggia, di questo però se ne è sentito parlare e perché di tutti gli altri no?”. Invece Giulia, 20 anni, racconta quanto sia stata turbata dall’accaduto: “Ho provato molto rammarico per il medico fiscale che si è ritrovato bersaglio di offese nello svolgere la propria professione medica con dedizione. Mi auguro che rimanga solamente un caso isolato, perché ritengo che episodi di tale portata siano sintomo di grande ignoranza e bassezza d'animo. Spero che le nuove generazioni possano abbattere pregiudizi e far emergere quel senso di solidarietà che un Paese civile dovrebbe sempre dimostrare”.

Anche a Stefania, 22 anni, l’episodio non ha lasciato indifferente: “L’aggressione è stata un atto orrendo che non deve ripetersi. I dettagli dell’accaduto mi hanno davvero amareggiata ed infuriata, specialmente il fatto che i presenti non abbiano alzato un dito per aiutare il signor Yontu e invece abbiano guardato in silenzio”. Invece Sara, 20 anni, afferma: “Il sentimento di razzismo nei confronti di persone di pelle scura, è dilagato nella comunità di Chioggia. Sono rimasta particolarmente delusa, oltre che schifata. Credo che un comportamento del genere sia ingiustificabile, perché è stata lesa la dignità di una persona, con il rischio di arrecarle anche danni psicologici anche di lunga durata. Per me, sono necessarie delle campagne di sensibilizzazione sul tema dell’inclusione culturale, nella speranza che determinati fatti non si ripetano mai più”.

Gaia, 21 anni, spiega: “È triste pensare che nella propria città si verifichino episodi del genere. Il fatto che simili offese e azioni siano state sminuite alla pura e semplice ‘paura di perdere il proprio lavoro’ è davvero inaccettabile: certe offese non dovrebbero mai essere pronunciate. Trovo surreale che nel 2021 ci sia ancora gente convinta che certe persone siano superiori e più meritevoli di altre solo ed esclusivamente per il colore della propria pelle. Questa città ha ancora molto da fare”. Infine, Francesco, 26 anni, sostiene: “Penso che molta gente di Chioggia veda questa città come il proprio stato, in cui solo i chioggiotti hanno il diritto di viverci. Attraverso quest’ottica anomala, una persona di origini estere, laureata in medicina e che svolge la propria professione in questa città, perde il diritto di poter lavorare solamente perché di differente origine ed è davvero una cosa orribile”.

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