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Zls e indotto, piano da 160 milioni

Gambato: “Benefici su tutto il territorio. Insediamenti nelle aree Zes, ma poi servizi e forniture”

Zls e indotto, piano da 160 milioni

Gian Michele Gambato

Tra i 100 e i 160 milioni di euro. Questa potrebbe essere la cifra che il governo metterà a disposizione per finanziare l’operazione Zls del Polesine e dell’area di Marghera.

Una somma che diventerà “operativa” solo al momento dell’emanazione del decreto di istituzione della Presidenza del Consiglio dei ministri, atto istitutivo della Zona logistica semplificata che concluderà l’iter attuativo entrato nella fase decisiva con la presentazione, martedì scorso, del Piano strategico di sviluppo. Piano che ora attenderà eventuali osservazioni e contributi per 15 giorni, per poi finire nel provvedimento della Regione che poi manderà a Roma per la decretazione finale.

E sarà in quel momento che scatterà il finanziamento statale. In un primo momento erano stati previsti per le Zls dai 40 ai 60 milioni di euro, ma nelle scorse settimane il ministro per il Sud Carfagna aveva annunciato l’aggiunta di circa 100 milioni. Le risorse a disposizione saranno in gran parte nazionali, e potrebbero rientrare nel pacchetto del Recovery plan, ma qualche incentivo o agevolazione arriverà anche dalla Regione.

Il Piano strategico, quindi ha preso il via. E con esso le prospettive di crescita e le proiezioni di sviluppo con possibilità di insediamento di imprese e creazione di posti di lavoro grazie a defiscalizzazioni, incentivi e agevolazioni procedurali. Un aspetto non secondario, inoltre è quello legato all’indotto. Lo spiega Gian Michele Gambato, vicepresidente della Camera di commercio e di Confindustria Venezia Rovigo: “Occorre ragionare e analizzare le cose non solo con l’occhio delle imprese che potranno insediarsi nelle aree Zls, e quindi nei 16 territori comunali polesani, ma anche evidenziare che i benefici ricadranno sull’intero territorio. Il cosiddetto indotto si allargherà a tutto il Polesine, e forse anche oltre. Questo perché le imprese che si insediano in un territorio poi necessitano di forniture, i lavoratori necessitano di servizi, dalla casa alle scuole, dai trasporti ai negozi, ed ecco allora che l’economia ed i suoi benefici si spalmano in un raggio molto più vasto del perimetro ufficiale dell’area Zes”. Anche perché le zone Zls dei 16 Comuni polesani sono di varie dimensioni, alcuni di media grandezza, altre più piccole, diventa quindi indispensabile per i Comuni “pensare e agire in modo aggregato, non con l’ottica di un singolo Comune, ma su scala allargata, anzi su scala provinciale”. E infatti Rovigo pur non essendo nell’area Zls ci rientra dal punto di vista dello sviluppo dell’Interporto per la sua valenza di snodo infrastrutturale, viario e logistico.

Per quel che riguarda le tipologie merceologiche, invece, il Piano strategico non è ancora entrato nei dettagli, lasciando ai singoli territori comunali . e ai singoli imprenditori, una certa libertà sul tipo di insediamento da realizzare, tenendo come punto fermo, però, quelle che sono le linee guida della Zls di Marghera e Polesine, che punta su logistica, manifatturiero, green economy, innovazione.

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