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LA VERTENZA

Casa Serena, “zavorra” milionaria

I sindacati attendono il piano industriale. Ipotesi esternalizzazione o riduzione personale

Casa Serena, “zavorra” milionaria

E’ tempo di mettere un punto fermo rispetto all’annosa questione dell’Iras e tocca all’amministrazione Gaffeo mettere mano al bilancio per aiutare a risanare un buco milionario. In settimana i sindacati Cgil Cisl e Uil con Davide Benazzo, Franco Maisto e Cristiano Pavarin hanno incontrato in prefettura il commissario Ezio Zanon, il direttore Giovanni Luca Avanzi, il sindaco Edoardo Gaffeo, Domenica Lucianò per l’Ulss 5, alla presenza del viceprefetto vicario Rosa Correale. Qui, infatti, è aperta la procedura cosiddetta di “raffreddamento” tipica della vertenza sindacale.

Le istituzioni, infatti, hanno davanti un problema economico contingente e uno di lungo termine. Il Comune ha intenzione, lo dimostra l’accantonamento di 3,2 milioni di euro, per azzerare la convenzione con Iras e riappropriarsi di Casa Serena, con i suoi buchi da sanare. C’è infatti una convenzione per cui Casa Serena veniva ceduta all’Iras per 99 anni, facendosi carico della manutenzione straordinaria. Costi che se la convenzione fosse decaduta, sarebbero tornari al comune per la parte non ammortizzata (per l’appunto 3,2 milioni di euro). La partita è pari a 5 milioni di euro di mutui accesi e di altri 2 milioni di costi tra Casa Serena e San Bortolo. Una volta sanata la parte finanziaria-economica, tuttavia, rimane il grande problema del futuro, il cosiddetto piano industriale. Cosa se ne farà il Comune di Casa Serena, una volta che ritorna in possesso della struttura?

La mega struttura di viale Gramsci e l’altra di San Bortolo, per essere sostenibili, dovrebbero accogliere almeno 320 ospiti, mentre attualmente siamo a 260 ospiti. In Casa Serena -questa è un’ipotesi - si potrebbero realizzare appartamenti in edilizia popolare, ma non c’è nulla di scritto. Dall’altra parte c’è un piano industriale di Iras che prevederebbe di esternalizzare i servizi di Casa Serena (pulizia e cucina sono già esternalizzati), per risparmiare 200mila euro. In questo caso 40 persone, non stabilizzate perderebbero il posto di lavoro per essere assunte in cooperative sociali. Soluzione che non piace al sindacato. Come non piace l’idea di portare tutti gli ospiti di Casa Serena a San Bortolo. Anche in quel caso ci sarebbero degli esuberi da gestire. A entrambe le ipotesi Cgil, Cisl e Uil dicono no. Il 5 luglio prossimo, in prefettura, ci sarà un altro incontro per “raffreddare le acque”. Se non ci si dovesse riuscire, i lavoratori andranno in assemblea.

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