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ARQUA' POLESINE

Cori e grigliata, la festa dei campioni alla Trattoria Rossi

L’ex campione Scanavacca: “L’ultima meta rimarrà alla storia. Ma una bandiera sul comune no?”

Cori e grigliata, la festa dei campioni alla Trattoria Rossi

Affettati a volontà, e grigliatona mista. Tanta, tanta carne per i campioni d’Italia di rugby, che ieri hanno scelto di ritrovarsi in uno dei loro locali preferiti prima della festa in piazza. D’altronde alla Trattoria Rossi 1958 c’è uno di loro, l’ex campione di rugby Andrea Scanavacca, che insieme a tutta la famiglia ha accolto per un anno intero i bersaglieri “affamati”. Ieri c’era solo la squadra con lo staff. Mancavano il patron Francesco Zambelli e l’allenatore uscente, Umberto Casellato. I brindisi e i cori si sono sprecati: “Siamo noi, siamo noi, i campioni dell’Italia siamo noi... Chi non salta padovano è!”. E poi battute, allegria e firme sulle maglie. A suggellare non solo un momento storico della loro vita. Ma anche amicizie che sono nate in campo, durante un anno tostissimo.

“Naturalmente è stato un piacere per noi ospitarli - ha commentato Scanavacca - La squadra è venuta anche durante l’anno e sapere che abbiano voluto festeggiare da noi ci ha resi orgogliosi. La Trattoria Rossi ha visto gli scudetti degli anni 79 - 80 e 90. Ci eravamo un po’ fermati, ma abbiamo ripreso. Sono ragazzi oltre che professionalmente preparati, anche bravissimi. Sono venuti anche prima della finale, ma oggi hanno potuto sgarrare”.

Il commento sull’ultima partita da esperto di rugby e tifoso rossoblù? “Per me è stata una stagione straordinaria. Ho visto che cosa incredibile hanno fatto. La differenza è stata la convinzione dei ragazzi che non hanno mai mollato, il coronamento del lavoro tecnico fatto. L’ultima azione? Quattro minuti di altissimo livello. Non avevo mai visto una cosa del genere. Rimarrà nella storia. La bellezza di mantenere il possesso della palla e i nervi saldi è stata unica. Una meta che insegna molto, che dimostra la mentalità che sta alla base. Hanno dato molto alla città”. E la città sta ripagando la squadra? “Se posso dire una cosa - conclude Andrea Scanavacca - Mi dispiace di non aver visto davanti a Palazzo Nodari una bandiera rossoblù. E’ Rovigo che ha vinto, infatti i tifosi hanno accolto il pullman dei campioni con affetto”. Un ultimo pensiero dell’ex campione è alla famiglia Zambelli: “Grazie, per quello che state facendo e congratulazioni”.

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