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Co-housing sociale in Casa Serena

L’assessore: “Obiettivo mantenere anche assistenza ad anziani e 200 dipendenti”

Co-housing sociale in Casa Serena

13/06/2021 - 16:46

L’ipotesi che il commissario (Ezio Zanon ndr) sta portando avanti è che Casa Serena sia completamente ceduta al Comune o resti in parte all’Iras, in parte al Comune, che in accordo con Ater potrebbe gestire progetti di co-housing sociale, di cui c’è necessità, nella prospettiva di nuovi servizi per la città”. L’assessore alle Politiche sociali Mirella Zambello - che insieme al collega Giuseppe Favaretto dei lavori pubblici e al segretario comunale Alessandro Ballarin per gli aspetti legali e normativi ha partecipato alla commissione sul tema Iras - ha illustrato il percorso che l’amministrazione sta tentando di percorrere per definire la spinosa questione dell’istituto rodigino di assistenza sociale, “o con un rilancio dell’ente o con una convenzione modificata”.

L’edificio di Casa Serena - continua Zambello - ci permetterà di realizzare progetti di abitare protetto e supportato, attraverso appartamenti o mini appartamenti, con il supporto dell’Ater, con risposte diversificate in base ai nuovi bisogni della città, mantenendo l’assistenza agli anziani sufficienti e autosufficienti e il posto di lavoro ai 200 dipendenti”.

Ma di scritto, anche nella forma degli intenti, non c’è ancora nulla. Tanto che venerdì in commissione, il consigliere Michele Aretusini ha suggerito all’amministrazione di votare una delibera di giunta, che stabilisca intanto “l’importanza dell’Iras e la sua strategicità per la cittadinanza e poi che impegni il Comune a risolvere la situazione”. Intenti, insomma, che però aiuterebbero il commissario Zanon a ridiscutere con le banche i mutui milionari accesi negli anni passati per la ristrutturazione dell’immenso immobile di via Bramante. “Dobbiamo recuperare un periodo in cui si sono create delle difficoltà - commenta ancora Zambello - e guardare avanti per dare nuove risposte”.

Poco convinto Mattia Moretto (Fdi): “Non c’è ancora nulla di definito di scritto. Siamo ancora alla fase delle chiacchiere - spiega - Non si capisce se i 3,2 milioni accantonati comprendono anche i 2,5 milioni che il Comune già doveva a Iras. Nemmeno i tempi di risoluzione sono certi, si parla di agosto, io allargo le braccia, gli incontri sono stati tanti”. La data da segnare è il 5 luglio: ci sarà il secondo incontro al tavolo delle prefettura, dove si è aperta la procedura di “raffreddamento” sindacale. Già in questa sede si dovrebbe tracciare una comune via d’uscita.

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