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RIFIUTI

Bolletta più bassa entro due anni

La relazione del cda di Ecoambiente in consiglio comunale: via alla differenziata spinta in città

Bolletta più bassa entro due anni

15/06/2021 - 19:22

Raccolta differenziata porta a porta in tutta la città e nuovi bidoni in tutto il Polesine, con un chip in grado di pesare i rifiuti conferiti e stabilire così la “bolletta” in capo ad ogni famiglia. Il tutto, entro un anno e mezzo. E’ l’ambizioso piano annunciato dall’ad di Ecoambiente Giancarlo Lovisari, ieri ospite del consiglio comunale di Rovigo assieme al presidente dell’azienda Marco Trombini e al direttore generale Valerio Frazzarin, prossimo alla pensione. In particolare, Lovisari ha confermato che, entro quest’anno, San Pio X e Tassina passeranno al regime di raccolta porta a porta spinto, come già avviene in tutti i Comuni della provincia: dunque, bidoni dedicati ad ogni famiglia da esporre poi in strada nei giorni prestabiliti. “Obiettivo - ha detto Lovisari - aumentare la percentuale della differenziata e la qualità della materia prima conferita, cosa impossibile con l’attuale raccolta stradale ma necessaria per l’applicazione della tariffa puntuale”.

Dopo San Pio X e Tassina, nel primo semestre del prossimo anno toccherà agli altri quartieri cittadini (Commenda e San Bortolo), per poi partire anche in centro storico nel secondo semestre 2022. Proprio in centro, e per i condomini dei quartieri, saranno installati, in strada, bidoni differenziati a calotta, in apposite isole ecologiche, che si apriranno soltanto con un badge consegnato ad ogni utente. Un modo - come ha sottolineato il direttore Frazzarin - anche per garantire “la tracciabilità dei conferimenti”. Inizialmente, comunque, ci sarà un periodo transitorio (di due anni) con entrambi i sistemi affiancati, fino a quando il porta a porta entrerà a regime. In questo periodo, la bolletta sarà più alta di adesso. Poi - ha assicurato Frazzarin - “ci sarà un’inversione di tendenza con la diminuzione dei costi tariffari”.

In parallelo, però, Ecoambiente porterà avanti un investimento importante anche negli altri 49 Comuni della provincia, proprio per arrivare - dal primo gennaio 2022 - alla tariffazione puntuale, che sarà gestita in tutto e per tutto dall’azienda stessa, e non più dai Comuni, che dunque riscuoteranno per l’ultima volta la Tari nel 2021. Partendo dall’Alto Polesine e scendendo verso il mare, per gruppi di Comuni omogenei, si inizierà con la distribuzione - supportata da appositi sportelli che saranno aperti sul territorio - dei bidoni con microchip, capaci di calcolare la tariffa secondo il principio: chi produce più rifiuti (non riciclabili, ovviamente) più paga. “Lo fanno già moltissime aziende dei territori a noi contermini, e funziona: i risultati sono eccellenti sia per quanto riguardala la differenziata, dove ci aspettiamo di superare l’80% (rispetto all’attuale 65%); sia per la qualità dei materiali conferiti che riusciremo a piazzare in mercati di prima qualità”, ha detto Frazzarin.

E proprio i ricavi della vendita dei materiali e la diminuzione del secco (del 15%, circa 20mila tonnellate l’anno) compenseranno gli investimenti necessari alla rivoluzione. “Ma non solo: abbiamo in progetto altri investimenti sul fronte del riciclo - ha aggiunto Lovisari - trasformando l’organico in energia, nel rispetto delle linee guida stabilite dal Piano nazionale di ripresa e resilienza. Anche perché il conferimento, ad oggi, per logiche di mercato, ci costa il 30% in più rispetto al 2018: ci rimettiamo un milione di euro l’anno”. Con il nuovo sistema, invece, “produrremo biometano che servirà per alimentare i nostri mezzi di raccolta”. Con un doppio risposto.

E a proposito di raccolta: Ecoambiente si prepara anche a non rinnovare, alla scadenza, l’esternalizzazione ad altre aziende di alcuni servizi di raccolta, che saranno dunque riportati nella “casa madre”. Il presidente Trombini, nel suo intervento iniziale, ha rivendicato - come un successo del proprio mandato - di aver ottenuto l’affidamento trentennale, da parte del consiglio di bacino, del servizio di raccolta e smaltimento. Ma non è finita qui. “Ora - ha aggiunto Lovisari - possiamo iniziare a ragionare su una strategia di allargamento del territorio servito, coinvolgendo nuovi Comuni confinanti o stringendo alleanza con soggetti attivi nei territori contermini”. Ma questa è un’altra storia.

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