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Cia: “Troppe nutrie fuori controllo"

La Confederazione italiana agricoltori di Rovigo: “Le gabbie sono lo strumento più indicato, ma vanno controllate due volte al giorno"

Cia: “Troppe nutrie fuori controllo"

18/06/2021 - 13:01

Mettiamo subito a punto un cronoprogramma nell’ambito del tavolo di coordinamento regionale finalizzato ad attuare i piani operativi di contenimento delle nutrie”. Questa la richiesta avanzata dalla Cia di Rovigo in occasione di uno specifico incontro organizzato nei giorni scorsi dalla direzione agroambiente programmazione e gestione ittica e faunistico-venatoria della Regione Veneto, insieme alle organizzazioni agricole e alle associazioni venatorie.

“Nell’attuale contesto storico - sottolinea il direttore di Cia Rovigo, Paolo Franceschetti - non sempre siamo in grado di dare risposte concrete a tale grande criticità, ovvero la massiccia presenza di nutrie nel nostro territorio: la situazione è fuori controllo, se ne contano oltre 200mila in tutto il Polesine. La stima, peraltro, è al ribasso”. Motivo per cui, aggiunge lo stesso direttore, “sosteniamo con forza l’avvio dell’iniziativa, purché vengano date delle tempistiche precise rispetto al contenimento degli esemplari”. E c’è un’ulteriore questione da considerare: “Le istituzioni sono chiamate a suddividere i compiti in maniera puntuale, in modo che non vi siano delle sovrapposizioni. Dev’essere chiaro chi fa che cosa. In questo senso l’unico obiettivo è rappresentato dal contenimento di questi animali, per il bene del mondo dell’agricoltura e della società civile”.

Solo il 10% dei danni in agricoltura viene poi rimborsato, ricorda Cia Rovigo: “Si pone pure il tema della redditività delle imprese”. “Sarà fondamentale coinvolgere nel programma il mondo universitario, la scienza può darci delle utili indicazioni rispetto all’iter da seguire - analizza Franceschetti - un modus operandi che potrebbe dare degli ottimi riscontri, ad esempio, è rappresentato dalla sterilizzazione”. Relativamente alla stesura del programma, in realtà, una base sulla quale impostare il lavoro esiste già: si tratta del Piano di gestione nazionale della nutria. “Nel documento, predisposto dal ministero dell’ambiente e dall’Ispra sono sintetizzati i metodi di intervento finalizzati al contenimento delle nutrie stesse”. Fra questi, la cattura in vivo tramite gabbie o trappole è il più indicato: risponde ai requisiti di buona selettività, efficacia e ridotto disturbo. Tuttavia, le gabbie, una volta attivate, devono essere controllate da parte degli addetti autorizzati una volta al giorno nei mesi autunnali e invernali, due volte al dì in quelli più caldi. Vi è anche la possibilità dell’abbattimento diretto con arma da fuoco, sempre da parte di selecontrollori titolati. “Parallelamente agli interventi di eradicazione - prosegue il direttore - vanno avviati sistemi di rapida allerta nel caso di nuove colonizzazioni”.

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