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SICUREZZA

Il fuoco della Uil contro le pistole

Prima di consegnare le armi ai vigili bisognerà approvare il regolamento: i tempi si allungano

Il fuoco della Uil contro le pistole

18/06/2021 - 12:54

Forse le pistole, nella fondina dei vigili urbani, materialmente non arriveranno entro quest’anno. Ma il 2021 sarà l’anno in cui il percorso per la consegna delle armi agli agenti verrà tracciato, e sarà irreversibile, come ha messo nero su bianco l’assessore alla sicurezza Patrizio Bernardinello nella risposta all’interrogazione del capogruppo della Lega Michele Aretusini, con il regolamento che farà da preludio alla consegna delle armi stesse, questo sì da chiudere entro il 2021. Un’operazione che sarà tutta politica e che rischia di occupare l’agenda di palazzo Nodari per qualche mese.

Data ormai per imminente la pausa estiva, se ne parlerà - probabilmente - da settembre in avanti. Il regolamento dovrà sbarcare in giunta, poi in commissione e infine in consiglio per l’approvazione definitiva. E, su un tema del genere, su cui le forze politiche cittadine litigano da almeno dieci anni, c’è da scommettere che sarà tutt’altro che una passeggiata. Per non parlare poi degli incontri che l’assessore dovrà (questi sì, a breve) fare con le forze sindacali, per far “digerire” la consegna delle armi anche a chi è ferocemente contrario.

Perché per un Diccap-Sulpl che esulta, c’è almeno una Uil-Fpl che storce il naso. E lo fa con il proprio segretario generale, Cristiano Pavarin, già (a lungo) consigliere comunale di Rifondazione comunista. “Non possiamo nascondere - scrive - il nostro profondo rammarico nel constatare come, su una tematica così importante e dirimente, i lavoratori ed i loro rappresentanti sindacali si siano trovati ad essere informati in terza battuta, in maniera quasi fortuita, attraverso la stampa”. Ora - continua Pavarin - “chiediamo è di sapere con quali criteri e per quali finalità si deciderà a chi assegnare le pistole, quale sarà l'eventuale posizione nei confronti di chi si dovesse mostrare restio a dover mutare, magari già con una notevole anzianità di servizio, la propria prospettiva lavorativa. Perché dover impugnare un’arma non è un passaggio che si può improvvisare, né compiere a cuor leggero: sostenere il contrario vuol dire sconfinare nell’irresponsabilità”.

A breve, quindi, il sindacato convocherà i lavoratori “per un’assemblea unitaria e chiederemo un incontro urgente con l’amministrazione. La nostra preoccupazione è che questo passaggio apra la porta ad una trasformazione delle mansioni della polizia locale, aumentandone la quota di servizi di pubblica sicurezza. A nostro avviso, infatti, questo non attiene prettamente ai compiti della polizia locale, trattandosi di competenze specifiche di polizia e carabinieri, che svolgono egregiamente il proprio compito nella nostra realtà locale. La polizia locale ha competenze importanti che non devono essere snaturate”. Il braccio di ferro sulle pistole è appena cominciato.

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