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AUTOSTRADA

“Terza corsia anche in Polesine”

Ghiotti: “Siamo snodo strategico. Senza, danno economico alle imprese e problemi di sicurezza”

“Terza corsia anche in Polesine”

19/06/2021 - 19:37

Anche i costruttori edili di Confindustria scendono in campo per la terza corsia della A13, anche nel tratto polesano. Mentre sia in provincia di Padova (nel tratto tra il casello di Padova Sud e Monselice) che in Emilia Romagna (da Ferrara a Bologna) si progetta l’ampliamento dell’autostrada - dato ormai per imminente - il Polesine rischia di rappresentare un collo di bottiglia nella rete infrastrutturale nazionale. Tra Adige e Po, infatti, l’autostrada resterebbe a due corsie: uno smacco per il nostro territorio, ma anche un aumento del disagio per gli automobilisti, tanto quelli di casa nostra quanto quelli in transito.

Così, il presidente di Ance Veneto, il polesano Paolo Ghiotti, si unisce al coro dei sindaci (Leonardo Raito in testa) che chiedono la terza corsia autostradale anche nella nostra provincia. “E’ difficile comprendere la logica di questa scelta - dice infatti Ghiotti commentando l’esclusione del Polesine dal progetto terza corsia - perché si investirebbero risorse ingenti con il risultato di avere un’opera incompiuta. La tratta che interessa la provincia di Rovigo è uno snodo strategico ed escludendolo si reca un danno economico agli imprenditori ed alle imprese e si crea anche un problema di sicurezza stradale”.

Il presidente Paolo Ghiotti, in particolare, condivide la presa di posizione di alcuni sindaci a partire da quello di Polesella: “Il grido d’allarme lanciato è del tutto condivisibile anche perché si fonda su argomentazioni oggettive ed incontrovertibili sotto gli occhi di tutti con i dati dei flussi di traffico del tratto dell’A13 che passa per il Polesine mettendo in evidenza come oggi questa infrastruttura non sia in grado di reggere la movimentazione presente. Per quale ragione allora si esclude il Polesine dal potenziamento dell’infrastruttura? Si tratta di una scelta che denota un deficit di visione e che ha degli effetti anche sui territori. Infatti quando si registrano incidenti con le code conseguenti il traffico si riversa sulle arterie minori creando degli intasamenti che sono sempre pericolosi”. Ghiotti conclude: “Il Pnrr mette al centro le infrastrutture ed è, quindi, questo il momento di investire con interventi strategici e complessivi e non procedendo con la logica del risparmio non tenendo in considerazione una problematicità oggettiva che non riguarda solo il trasporto, ma anche la sicurezza stradale delle persone che ogni giorno percorrono questo tratto”.

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