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Il caso

Abusi 6M, il comune rischia una causa

Domani il sindaco incontra i proprietari delle abitazioni piene di abusi ma vendute come regolari.

Abusi 6M, il comune rischia una causa

21/07/2021 - 20:00

La vicenda delle palazzine di via Buffetti e via Benedetto Croce, edificate dalla 6M della famiglia Mancin con una serie di abusi edilizi ma vendute come se tutto fosse regolare, ha subito un’improvvisa accelerazione. Dopo lo smontaggio delle impalcature attorno ad una delle palazzine bloccate (e destinate a diventare ruderi) oggi è stata la volta della vecchia gru arrugginita smontata in tutta fretta dopo che era stata lasciata per anni a penzolare sulla testa dei proprietari delle abitazioni. L’ordinanza di sgombero - detto per inciso - era stata firmata nel 2016 dal sindaco Massimo Bergamin e la 6M si era sempre guardata bene dall’ottemperare all’obbligo (ne parliamo nell’articolo a fianco).

Sarà un caso, ma proprio per questa mattina il sindaco ha convocato una riunione con i rappresentanti dei proprietari degli immobili per fare il punto sulla situazione. Lo conferma l’assessore all’Urbanistica, Luisa Cattozzo rispondendo (anche lei in tutta fretta) ad un’interrogazione di inizio luglio del consigliere comunale Mattia Moretto. Cosa dice l’assessore? Che gli uffici “tengono i contatti con l’Agenzia delle Entrate, incaricata della riscossione della sanzione volta a liberare dal vincolo gli edifici interessati”; e che sarà il sindaco “ad aggiornare i condomini su come si sta procedendo al recupero di somme volte a coprire i debiti della ditta nei confronti del Comune, ma non solo, tramite procedure d’asta delle proprietà immobiliari dei soci!”.

Tradotto: la 6M (ovvero la famiglia Mancin) non ha ancora saldato il proprio debito, e il comune sta chiedendo il sequestro di beni per metterli all’asta. La domanda a questo punto è scontata: è un caso che beni come la gru o le impalcature siano state smontate in fretta e furia? Perché quello che bolle in pentola è ancora più delicato. A garanzia della regolarità degli edifici ci sono una serie di atti dell’Urbanistica di palazzo Nodari, fra cui il Verbale di collaudo statico di una delle palazzine di via Croce, firmato nel 2005 da una funzionaria di alto livello del Comune. Una perizia in cui garantisce per la regolarità statica, visto che “le misure dello stato di fatto corrispondono a quelle di progetto”.

Una perizia che ha contribuito in maniera decisiva alla concessione dell’agibilità, e dunque alla definizione dei patti di vendita fra 6M e nuovi acquirenti. Che tutto pensavano, ma non di trovarsi ad acquisire un appartamento in uno stabile pieno di abusi... Particolare che, in assenza di una soluzione definitiva, rischia di rendere invendibili gli appartamenti. E proprio a fronte di questo, in caso di ulteriori dilazioni o mancate scelte cresce fra alcuni proprietari la tentazione di avviare una causa civile nei confronti di palazzo Nodari che se non altro - e su questo non ci piove - ha omesso i propri obblighi di vigilanza e i cui funzionari hanno certificato la regolarità di edifici pieni zeppi di abusi.

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