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Burocrazia, fardello da 10 miliardi

La Cgia: vita impossibile per chi vuole fare impresa. “E con la pandemia le cose sono peggiorate”

Burocrazia, fardello da 10 miliardi

24/07/2021 - 19:49

Sulle spalle mprenditori della nostra regione grava un fardello da 10 miliardi di euro. A segnalarlo è l’Ufficio studi della Cgia di Mestre.

Se ancora ce ne fosse bisogno, queste cifre sono la dimostrazione plastica che le nostre aziende, soprattutto quelle di piccola dimensione, a causa di una burocrazia cieca e ottusa subiscono dei danni economici ingiustificabili; per molti, infatti, adempiere a procedure e scadenze è diventata un’impresa impossibile. Senza contare che la Pa, nonostante la sentenza di condanna inflittaci dalla Corte di Giustizia Europea nel gennaio del 2020, continua a onorare con difficoltà i debiti commerciali. Si pensi che l’anno scorso, i mancati pagamenti nei confronti delle imprese italiane che hanno lavorato per lo Stato ammontavano a 10 miliardi di euro .

Si pensi che, in virtù del Regional Competitiveness Index, nella Ue le regioni italiane si posizionano tutte nella parte medio-bassa della graduatoria. Pur essendo tra le più virtuose, il Veneto, ad esempio, si trova al 128esimo posto.

Il coacervo di norme, di regolamenti e di disposizioni varie presenti in tutti i settori continuano a ingessare il Paese, rendendo la vita impossibile soprattutto a coloro che vogliono fare impresa. E mai come in questo momento, oltre a riformare la nostra amministrazione statale sarebbe necessario semplificare il quadro normativo, riducendo il numero delle leggi attraverso l’abrogazione di quelle più datate, ricorrendo ai testi unici, evitando così la sovrapposizione legislativa che su molte materie ha generato incomunicabilità, mancanza di trasparenza, incertezza dei tempi ed adempimenti sempre più onerosi. Siamo certi che tutto questo darebbe un forte impulso alla produttività del personale pubblico, spesso costretto a sottostare a procedure organizzative rigide e insensate che disincentivano la voglia di fare.

La nostra Pa si è comportata in maniera bifronte - sostengono dalla Cgia di Mestre - “è stata irremovibile quando ha imposto le misure di limitazione alla mobilità e le chiusure delle attività economiche; per contro, si è trovata in affanno e spaventosamente impreparata quando ha dovuto riorganizzare i propri servizi per fronteggiare la diffusione del virus. Ci riferiamo, ad esempio, all’implosione registrato dal sistema di tracciabilità dei contagiati (vedi il clamoroso flop dell’app Immuni), l’inoperatività dei cosiddetti Covid-hotel, il mancato decollo della telemedicina, il fallito tentativo di riportare tutti i ragazzi a scuola e l’incapacità di mettere a punto un serio piano di rilancio del trasporto pubblico locale”.

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