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IL RICORDO

Marangon era lì l'11 settembre: “Vidi il fumo dal Pentagono”

“Ci fecero evacuare dal palazzo della Corte suprema, poi fu tutto irreale”

Marangon era lì l'11 settembre: “Vidi il fumo dal Pentagono”

10/09/2021 - 00:32

ROVIGO - L’areo si abbattè sul Pentagono ad una manciata di chilometri da dove si trovava la delegazione della Regione Veneto impegnata in un viaggio di studi a Washington. Renzo Marangon è probabilmente uno dei pochi polesani che l’11 settembre 2001 si trovava sulla costa est degli Stati Uniti d’America. A poche centinaia di chilometri da dove i due aerei pilotati da khamikaze jihadisti abbatterono le Torri gemelle, e a pochissimi chilometri da dove un altro aereo dirottato dai terroristi di Al Qaida si scagliò contro la cittadella militare del Pentagono.

Sono trascorsi 20 anni da quel giorno, un’intera generazione, uno di quei giorni che hanno cambiato la storia, perché da quell’11 settembre molto è cambiato e le conseguenze sono ancora vive al giorno d’oggi. E proprio a distanza di 20 anni il cerchio sembra chiudersi con il ritorno al potere dei talebani in Afghanista, dove tutto era cominciato. ma dove tutto non è ancora finito.

A Washington “Quel giorno - racconta Renzo Marangon, più volte consigliere e assessore regionale - io e la prima commissione consiliare eravamo negli Stati Uniti per un viaggio studi, dovevamo capire e vedere come era attuato il federalismo fiscale. Con me molti altri consigliere regionali, fra loro Achille Variati, Margherita Miotto, Flavio Zanonato e molti altri”.

La mattina di quel giorno che ha cambiato il corso della storia era iniziata come da programma: “In prima mattinata il pullman ci ha accompagnati al palazzo della Corte suprema, nel cuore di Washington. Poi saremmo dovuti andare alla Casa Bianca, nella sezione dedicata alle relazioni con, l’Europa. Ricordo ancora che stavamo ammirando l’imponenza di quell’edificio governativo quando una delle guardie all’ingresso raggiunse la nostra interprete. Gli disse qualcosa. Poi ci venne comunicato che la visita era sospesa. Poco dopo ci comunicarono che avremmo dovuto lasciare l’edificio”. Evacuazione E così cominciò quella che fu una vera evacuazione di massa. “Uscimmo dal palazzo e vedemmo persone che uscivano da tutti i palazzi governativi, strade e marciapiedi si riempirono di persone. Non c’era caos. Ancora non si sapeva bene quello che era avvenuto a New York, non c’erano i socia e i cellulari non erano quelli di adesso”.

Il servizio completo su La Voce di Rovigo

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