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L’ANALISI

Immunità di gregge, “è ben lontana”

Il presidente Noce: “Con la riapertura delle scuole e una maggiora mobilità, si rischia”

Immunità di gregge, “è ben lontana”

15/09/2021 - 06:34

L’immunità di gregge non la raggiungeremo mai. Perché in tanti non si sono ancora vaccinati per le più svariate ragioni, perché per la fascia sotto i 12 anni non è prevista la vaccinazione, perché questo virus muta e per esempio, la variante Delta è più pericolosa e virulenta della Alfa, la prima e ora è predominante in Italia. Arrica la ‘V’ che proviene dalla Colombia. Siamo più abituati a conviverci, ma si studiano sempre le varianti proprio per essere pronti alle novità che arrivano”.

Il presidente dell’ordine dei medici e chirurghi del Veneto e di Rovigo Francesco Noce è pronto alla terza dose: “Non ci sono molte alternative, il virus continua a circolare - rammenta il presidente - anche se essendo molte persone vaccinate non ha gli effetti devastanti dei periodi precedenti e quindi possiamo essere pronti alla convivenza. La terza dose rientra in questa fase. Si accetta, come si sono accettate le altre”.

Il medico si basa sulle evidenze scientifiche: “La necessità della terza dose - spiega - nasce dalle esperienze che si sono avute in tutto il mondo. I sanitari sono i primi a essere stati vaccinati e lavorano nelle Rsa con ultraottantenni. E’ ovvio che per proteggersi e per proteggere gli immunodepressi bisognerà fare la terza dose”.

I medici polesani sono pronti e favorevoli? “Non si tratta di essere favorevoli o meno - risponde Noce - Si tratta di basarsi sulle evidenze scientifiche che dicono che sarà opportuno proseguire visto che il pericolo è molto alto e ci sono di mezzo pazienti oncologici e per molti le conseguenza sono drammatiche”.

In Polesine rimangono attualmente 5 i medici che sono stati sospesi dall’ordine. Tra questi nessun medico di base. Al momento - precisa il presidente - non ho nessuna notizia pervenuta dall’Ulss che siano stati sospesi altri colleghi, né segnalazioni tra medici dipendenti, liberi professionisti o convenzionati. In totale i medici sospesi sono tutte donne e questa è una particolarità. Le ragioni per non accettare il vaccino sono diverse. C’è chi è decisamente no vax, c’è chi è indecisa. Strano perché avrebbero tutti gli elementi per poter valutare il vaccino. Solo il dato sui decessi e sui ricoveri gravi dovrebbe mettere in allerta”.

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