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L’EMERGENZA

Vaccini, i ragazzi battono gli adulti

Il 28% della “generazione Ottanta” fin qui ha rifiutato l’iniezione: ora c’è il problema Green pass

Vaccini, i ragazzi battono gli adulti

19/09/2021 - 17:16

ROVIGO - Trentenni refrattari al vaccino. I nati negli anni Ottanta sono quelli che si sono tenuti più alla larga dai centri vaccinali, almeno fin qui. Ora, con il Green pass necessario per lavorare a partire dal 15 ottobre, più di qualcuno di quel 28% di trentenni che non si è ancora vaccinato dovrà scendere a più miti consigli e procedere con l’inoculazione. Anche perché l’alternativa è sottoporsi a tampone due volte a settimana: un bel disagio, sia in termine di tempo (per recarsi ogni 72 ore in farmacia) che dal punto di vista economico (i test “peserebbero” tra i 120 e i 150 euro al mese). Su base nazionale, l’incremento delle prenotazioni dopo il decreto del governo è stato confermato, sabato, dal generale Figliuolo, ed è facile immaginare che lo stesso sia avvenuto anche localmente.

Ma per il momento i trentenni restano la classe d’età che meno di tutte si è sottoposta alla vaccinazione. Ad onore del vero, gli ultimi sono i teenager, ma è solo questione di tempo, anzi, di giorni. A ieri, stando ai dati comunicati dall’Ulss, in Polesine il 70,7% dei ragazzi tra i 12 e i 19 anni ha già fatto almeno la prima dose di vaccino. Un dato inferiore al 72,1% fin qui registrato tra i trentenni, ma con una sensibile differenza: dopo l’apertura della vaccinazione anche ai più giovani, avvenuta a giugno, i ragazzi sotto i vent’anni sono stati gli ultimi a rispondere alla chiamata al vaccino. Un po’ per prudenza, un po’ per scarso interesse; senza contare che - sotto ai 18 anni - serve l’ok dei genitori.

Poi, da inizio agosto, il Green pass ha invertito la rotta: la voglia di passare un’estate spensierata ha prevalso, e molti teenager hanno scelto di fare il vaccino per non correre il rischio di restare fuori dai locali, dai pub, dai cinema, dalle pizzerie. Senza contare i viaggi e gli spostamenti, soprattutto a cavallo di Ferragosto. L’imminente inizio delle scuole ha fatto il resto, e per tutto il mese di agosto e in questo primo scorcio di settembre si è assistito ad una massiccia adesione alla campagna vaccinale proprio da parte dei più giovani. Che piano piano hanno raggiunto le percentuali di vaccinazione dei fratelli più grandi, e si preparano al sorpasso. Ormai, la forbice è nell’ordine del punto e mezzo percentuale, e se il trend dovesse essere confermato già entro settembre gli under 20 supereranno i trentenni nella “classifica” del tasso di copertura vaccinale.

Ancora più virtuosi, i ragazzi di età compresa tra 20 e 29 anni. In Polesine, i nati negli anni ’90, infatti, si sono vaccinati per il 77,2%: un dato persino più alto rispetto a quello fatto registrare dai quarantenni che, nonostante abbiano avuto un accesso prioritario alle prenotazioni, aperte fin dal mese di giugno, al momento hanno fissato l’asticella della vaccinazione al 77%. Insomma, i giovani si stanno vaccinando di più rispetto agli adulti. Un senso di responsabilità, quello dimostrato dai ragazzi, da cui molti dovrebbero prendere esempio. A livello complessivo, in Polesine, si è vaccinato l’83,3% della popolazione mentre il 79,6% ha completato il ciclo, ricevendo entrambe le dosi. L’obiettivo, per l’ immunità di gregge, è fissato al 92%.

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commenti 1
  • diduve

    20 Settembre 2021 - 10:10

    Da vecchio elogio i nostri giovani. Bravi ragazzi! E i trentenni si vergognino

    Rispondi



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