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CORONAVIRUS IN POLESINE

"Con il vaccino 90 morti in meno"

Nel terribile 2020 mortalità aumentata del 10,6% rispetto al quinquennio precedente

"Con il vaccino 90 morti in meno"

27/09/2021 - 19:49

Novanta vite salvate nei primi quattro mesi di campagna vaccinale di massa. E una mortalità generale che si è ridotta dell’8% rispetto allo scorso anno.

E’ quanto avvenuto in Polesine, tra marzo e giugno di quest’anno, i primi mesi in cui è stata effettuata la campagna generale di vaccinazione che - almeno in quella fase - ha riguardato soprattutto i più anziani. In parallelo rispetto alle inoculazioni, c’è stata una drastica riduzione del numero delle morti (non solo da Covid: il dato è omnicomprensivo) che ha riportato la quota dei decessi nella nostra provincia più vicino a quella relativa ai cinque anni precedenti alla pandemia.

Nel dettaglio, se nel 2020 c’era stato un aumento del 10,6% dei decessi rispetto alla media del quinquennio precedente, in questo 2021 (i dati che abbiamo analizzato sono relativi al quadrimestre compreso tra marzo e giugno) lo “scarto” è ridotto al 2%. In particolare, nei quattro mesi presi in esame, la media dei decessi tra il 2015 e il 2019 si assestava a quota 1.008: sono diventati 1.120 nel 2020, con un aumento del 10%, per poi ritornare indietro, fino ai 1.030 di quest’anno. Ed ecco quelle novanta vittime in meno, di cui parlavamo all’inizio: la differenza, appunto ,tra i 1.120 decessi dello scorso anno e i 1.030 di quest’anno.

Un calcolo che, purtroppo, non si può fare per l’intero primo semestre di quest’anno. Per un motivo molto semplice: gennaio è stato in assoluto il mese con la mortalità più elevata di sempre, nella nostra provincia. Nel primo mese di quest’anno son stati ben 409 i polesani che hanno lasciato questa terra: oltre 13 decessi ogni singolo giorno. Un valore, per di più estremamente più alto rispetto al gennaio 2020 quando di pandemia ancora non si sentiva parlare, e si pensava che il coronavirus fosse un problema tutto cinese: nel primo mese dello scorso anno i decessi, nella nostra provincia, furono 286. La differenza, rispetto a dodici mesi dopo, è dunque di 123 unità, con un aumento del 43%. Un dato davvero enorme, che ha segnato - probabilmente - il momento più nero della seconda ondata dell’epidemia.

Non a caso, a gennaio stavamo ancora facendo i conti con il picco di contagi, con la zona rossa e con le restrizioni più dure dai tempi del lockdown. Dunque, quel dato “sballa” completamente il confronto con l’anno precedente: nel primo semestre dello scorso anno i decessi furono 1.667, nei primi sei mesi di quest’anno 1.718. Un incremento, dunque, del 3%, ma praticamente tutto figlio di quel gennaio nero. In cui i vaccini erano ancora merce rara e dedicata, in via principale, agli operatori della sanità. E negli ospedali (e nelle case di riposo...) si continuava a morire a causa del Covid.

Un incubo di cui ora, finalmente, sembra iniziarsi a vedere la fine. Per merito dei così criticati vaccini.

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