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Tamponi? Non li paghi la collettività

Secco “no” ai test gratuiti per i no vax: offensivo per l’84% dei lavoratori veneti che si sono vaccinati

Tamponi? Non li paghi la collettività

Vincenzo Marinese, presidente di Confindustria Venezia e Rovigo

11/10/2021 - 21:16

“I sindacati fanno il loro lavoro, e quindi ci sta che a priori sostengano che a pagare non debbano essere i lavoratori ma le aziende. Ma io faccio un ragionamento razionale: esiste una legge, uno è libero di fare il vaccino o meno, e se decide di non farlo si assume le responsabilità che comprendono anche gli oneri. È una questione di libero arbitrio. L'azienda è una collettività e non è che può pagare la collettività per chi decide di non farsi il vaccino".

Non usa mezzi termini il presidente di Confindustria Venezia Rovigo, Vincenzo Marinese commentando commentando all’agenzia 'Dire' la proposta del segretario della Uil del Veneto, che ha chiesto che siano le aziende a pagare i tamponi dei lavoratori non vaccinati, per evitare il caos.

Un passaggio che in Confindustria proprio non trova e non solo, e non tanto. per motivi economici (come ha avito modo di dire lo stesso presidente di Confindustria Veneto, Giorgio Carraro), ma prima di tutto per il dovuto rispetto a quella stragrande maggioranza di veneti che si è vaccinata, e a quei lavoratori che con la loro decisione hanno messo in sicurezza le aziende e la produzione garantendo la ripresa.

"Bisogna iniziare a fare tutti insieme un ragionamento non di parte ma obiettivo", ha proseguito Marinese. "Visto che al momento è possibile pagare volontariamente i tamponi ai dipendenti, perché non iniziano i sindacati a pagarli ai loro lavoratori non vaccinati?". E, ancora, se poi le aziende fossero chiamate a pagare il tampone ai loro dipendenti "tecnicamente sarebbe un benefit e andrebbe tassato o no?".

Ma adesso, a ridosso dell’avvio del provvedimento, c’è pure chi cerca di correre ai ripari pagando di tasca propria il tampone ai no vax. Un’eventualità che anche il presidente di Confindustria Veneto, Enrico Carraro, proprio non prende in considerazione, dicendosi altresì contrario a qualsiasi slittamento del termine del 15 ottobre o ad eventuali proroghe (“sono cose da prima Repubblica”).

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commenti 1
  • Max61

    12 Ottobre 2021 - 15:03

    Confindustria ha perfettamente ragione quando si prendono delle decisioni ci si fa carico di tutto sia in positivo che in negativo.

    Rispondi

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