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ELEZIONI

Provinciali, Raito e Viaro in rialzo

In prima fila i sindaci di Polesella e Lendinara. Grandi manovre per arrivare ad un listone unico

Provinciali, Raito e Viaro in rialzo

12/10/2021 - 23:37

Il borsino delle elezioni provinciali da Enrico Ferrarese in ribasso, mentre sono in netto rialzo le quotazioni di Leonardo Raito e Luigi Viaro.

Mancano ancora due mesi al giorno della scelta del nuovo presidente della Provincia (si vota il 18 dicembre) ma la corsa verso palazzo Celio sembra ormai ristretta a questi tre sindaci polesani. Si tratta di un’elezione di secondo grado, nella quale voteranno solo sindaci e consiglieri comunali dei Comuni polesani, ma le grandi manovre per la scelta di candidati consiglieri e candidati presidenti sono in corso da tempo.

Rispetto a qualche settimana fa sono date in ribasso le chances di Enrico Ferrarese, appena rieletto sindaco di Stienta, per puntare a raccogliere il testimone di Ivan Dall’Ara. Questo per un paio di motivi, per prima cosa perché molti sindaci polesani sembrano orientati a non far ricadere ancora una volta su un amministratore polesano una importante carica come quella del presidente della Provincia. Altopolesani sono infatti sia l’assessore regionale (Corazzari) che i consiglieri regionali (Cestari e Bisaglia). Senza contare che anche la parlamentare (Giacometti) è altopolesana. Il secondo motivo ga coppia col primo e cioè quello di evitare che le cariche principali finiscano tutte in casa Lega. E infatti tutti i ruoli prima elencati sono di esponenti del carroccio. Ecco perché Ferrarese (non iscritto alla Lega ma vicino a quell’area) potrebbe essere fermato proprio da questioni “geopolitiche”.

Ed allora restano in campo Raito, sindaco di Polesella e Viaro, sindaco di Lendinara (pure lui di zona molto vicina all’Alto Polesine). Difficile immaginare, però, che si arrivi ad uno scontro a due. Nessun duello a colpi di schede e voti, è all’orizzonte perché l’obiettivo dei big dei partiti politici è quello di arrivare alla presentazione di una lista unica di candidati consiglieri (di più partiti) e di un unico candidato alla presidenza. Le grandi manovre di questi giorni, quindi, dovranno portare alla soluzione del dualismo in corso prima della presentazione delle liste. E pare che i due candidati in pectore si stiano già muovendo per accumulare consenso e perorare la propria causa. Ovviamente ciascuno con le proprie peculiarità, e con la rispettiva dose di esperienza politica e amministrativa da mettere sul piatto. Senza escludere che la scelta non potrà non ricadere senza un accordo sottoscritto dai big dei principali partiti politici, da Forza Italia al Pd, dalla Lega a Fdi.

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