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IL CASO

Assumeva cocaina mentre allattava il figlio: mamma a processo

Avrebbe anche fatto sesso con diverse persone davanti al piccolo di un anno

Neonato di 4 mesi muore all'improvviso in casa

27/10/2021 - 13:22

Una storia tremenda, agghiacciante, quella ricostruita dalla Procura e che, nella mattinata di ieri, in Tribunale a Rovigo, ha portato al rinvio a giudizio di una donna di 40 anni, residente in un paese della Bassa Padovana, per l’ipotesi di reato di maltrattamenti, che avrebbe messo in atto ai danni del figlio neonato. Una ipotesi di reato che fa riferimento a una serie di comportamenti che la donna avrebbe tenuto, circa due anni fa.

In origine, a quanto si apprende, era stata domandata l’archiviazione del procedimento che, però, nel proprio prosieguo, ha vissuto un percorso differente. Secondo queste contestazioni - che sarà compito del dibattimento, con prima udienza a febbraio, vagliare - la donna avrebbe assunto cocaina durante il periodo dell’allattamento; non solo: avrebbe anche fatto sesso con diverse persone, sempre in presenza del bimbo, all’epoca di circa un anno.

A fare emergere la vicenda, innescando gli accertamenti della polizia giudiziaria, sarebbe stata una segnalazione arrivata da persone residenti vicino alla casa della donna. Non solo: una indicazione di questo tipo sarebbe arrivata anche da una persona che pure aveva avuto rapporti sessuali con la donna e che avrebbe notato il viavai di persone, locali e stranieri, nell’abitazione, per consumare rapporti.

Un quadro, quindi, estremamente difficile, quello delineato dagli investigatori, che avrebbero ricostruito uno scenario di degrado e tossicodipendenza che avrebbe coinvolto, suo malgrado, anche il piccolo. Una situazione, quindi, estremamente pericolosa per la sua incolumità.

Nella mattinata di ieri, l’udienza preliminare a carico dell’imputata, difesa dall’avvocato Alessandro Trevisan. Presente anche l’avvocato Francesco Trapella, che è stato investito del ruolo di custode giudiziario del piccolo. Al termine della discussione, il giudice si è ritirato in camera di consiglio e, uscendone, ha disposto il rinvio a giudizio della donna.

Questo significa che dovrà essere un processo dibattimentale a vagliare le accuse che le vengono mosse e a pronunciare la sentenza a carico della donna.

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