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PORTO TOLLE

Tutti in Dad da 15 giorni per un solo caso

Rabbia delle mamme: “Perché dopo che due tamponi hanno stabilito che non erano contagiati?”

Attivo il nuovo punto ad accesso diretto per i tamponi rapidi h24

04/11/2021 - 18:45

Un caso positivo a mensa e mezza scuola in quarantena per quindici giorni nonostante i due tamponi molecolari negativi.

Le mamme della scuola primaria di Ca’ Tiepolo, dell’istituto comprensivo di Porto Tolle, sono indignate. “I nostri bimbi - spiega una rappresentante dei genitori - fanno le 40 ore e dunque mangiano a mensa e rimangono fino al pomeriggio. Mangiano a scuola tutti i giorni. Nel nostro gruppo, composto da due terze della primaria e una prima, un alunno è risultato positivo ed è così scattato l’isolamento. Ci hanno avvertito domenica 24 alle 20,30 e dal 25 sono rimasti a casa, ma ancora non sono tornati”.

La scelta del Servizio igiene e sanità pubblica (Sisp) dell’Ulss 5 non viene proprio compresa dai genitori, che lamentano: “Da allora i bambini hanno eseguito due tamponi, tutti negativi, intanto continuano a fare la Dad e a rimanere a casa isolati. La cosa che più ci fa indignare è che i vigili urbani sono andati a casa di una famiglia a controllare che il bambino fosse a casa. Lo hanno controllato dai nonni e il bambino si è messo a piangere perché pensava di avere fatto qualcosa di male”.

Perché se tutti sono negativi al molecolare bisogna rimanere in quarantena per 15 giorni? Prova a dare una spiegazione la funzionaria del Sisp: “Si tratta di un caso che coinvolge sia la classe, che i pulmini che la mensa. Quando c'è un caso indice vengono coinvolte varie classi, che hanno intersezioni tra loro. In questo alto numero di contatti scolastici non tutti eseguono il test, chi non lo esegue deve stare in quarantena per 14 giorni dall’ultimo contatto con positivo”.

Già ma perché gli altri bambini che il test lo hanno fatto e sono risultati negativi devono rimanere a casa? “I genitori - risponde il Sisp - possono decidere se effettuare o meno il test. Se non consentono non lo fanno, se tutti sono negativi, ok, si torna in classe, ma se non tutti lo fanno non abbiamo il tracciamento e non possiamo mandarli in presenza a scuola per il principio massima precauzione applichiamo la quarantena. E questo allunga i tempi”.

Le famiglie denunciano grossi disagi: “Secondo noi questa cosa non è stata gestita nel migliore dei modi, con tempi biblici. Per televisione - continua la mamma - ci sentiamo dire che la classe va in quarantena solo per tre casi positivi. Qui hanno chiuso tutto. Abbiamo chiesto alla dirigente se sia possibile che i bimbi mangino in classe, ma la dottoressa Rinaldi ha risposto che non è possibile. Siamo tutti lavoratori, chi va a pescare, chi è dipendente, chi lavora nel settore pubblico. Se non lavoriamo ora non c’è più nemmeno l’indennità. E chi non ha i nonni è spacciato”.

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