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Cavarzere

Il muro dei dottori contro il Covid

La nona festa dei medici di famiglia organizzata dalla medicina di gruppo locale al teatro Tullio Serafin

Il muro dei dottori contro il Covid

11/11/2021 - 10:49

Si è svolta sabato 6 novembre al Teatro Tullio Serafin di Cavarzere la nona festa del medico di famiglia organizzata dai medici di famiglia che compongono la medicina di gruppo integrata di Cavarzere e Cona, con il patrocinio dell’Ulss 3 Serenissima, dell’Ordine Provinciale dei medici chirurghi e degli odontoiatri di Venezia, del Comune di Cona e con l’ospitalità e il patrocinio del Comune di Cavarzere. “Storie da una pandemia – il vissuto dalla parte della sofferenza e della cura” è il titolo scelto per il pomeriggio al teatro Tullio Serafin, coordinato da Nicla Sguotti, che ha registrato un tutto esaurito tra medici, personale infermieristico, personale di segreteria, autorità e molti amici. Il pomeriggio non poteva iniziare in modo migliore se non con la musica e la voce solista di Anna Supino che ha interpretato l’Allelujah di Cohen, elogiando in questo modo coloro che durante la pandemia e ancora oggi sono in prima linea.

Un grazie che subito dopo arriva dal sindaco di Cavarzere Pierfrancesco Munari che si è rivolto ai medici, infermieri e personale tutto. “Non smetterò mai di ringraziare coloro che da sempre sono stati in prima linea durante la pandemia, in particolare voi medici. Vi ringrazio per tutto quello che avete fatto, che state facendo e continuerete a fare” sono le parole del primo cittadino di Cavarzere. Quindi il collega di Cona, Alessandro Aggio: “Ringrazio l’Ulss3 in particolare il direttore generale per il grande lavoro svolto e che continua. L’ambulatorio medico vicino al Comune di Cona è un vero e proprio punto di aggregazione sociale che, soprattutto in questo periodo è fondamentale”. Dopo i primi cittadini del Comune di Cavarzere e Cona, si sono alternati diversi rappresentanti di istituzioni mediche del territorio. Il primo ospite a prendere la parola è stato Edgardo Contato, dg dell’Ulss 3: “Oggi abbiamo vissuto una nuova unità dell’Italia con medici, infermieri e tutti coloro che hanno creato una barriera contro questa forza invisibile: il virus. Usciremo con il coraggio di ricostruire attraverso la crescita. Invito tutte le persone a vaccinarsi e a non sottovalutare il virus”.

Fabrizio Scassola vicepresidente dell’ordine dei medici di Venezia oltre a portare i saluti del presidente dell’ordine, Giovanni Leoni, esprime parole di grande soddisfazione per la Cittadella Socio Sanitaria di Cavarzere: “E’ un fiore all’occhiello sempre seguita negli anni nella sua evoluzione e potenzialità di sviluppo che ha. La popolazione vuole un servizio efficiente, pronto e di qualità, soprattutto voglio dire che la sicurezza vostra è strettamente legata alla sicurezza degli operatori. I finanziamenti che ci sono non avrebbero alcun senso se non ci fossero gli uomini che li fanno funzionare e che offrono salute e qualità della cura”.

A rappresentare la Cittadella Socio Sanitaria di Cavarzere è intervenuta Marilena Mazzato, direttrice della struttura dal 2013: “La nostra democrazia ha contrapposto al virus delle regole, ed è grazie al rispetto di queste regole che oggi noi possiamo oggi trovarci qua”. Poi le testimonianze dei medici di famiglia di Cavarzere, Laura Visintin e Gastone Chech, che in modo simbolico hanno rappresentato anche tutti i loro colleghi. Testimonianze che fin dalle prime parole hanno emozionato il pubblico, tracciando non solo l’evolversi della pandemia da febbraio 2020, ma anche lo sconvolgimento dell’organizzazione interna, utile a mettere in sicurezza i pazienti, i medici stessi e tutto il personale di segreteria e di infermeria, specialmente nel corso della seconda ondata, alla fine dell’estate 2020, quando il virus ha colpito tragicamente il territorio di Cavarzere e Cona con un picco di contagiati molto alto e, purtroppo, mietendo 48 vittime. Alle parole dei due medici visibilmente commossi, si è aggiunta un’altra straordinaria testimonianza da parte di Lorella Altafini, direttore Uoc anestesia e rianimazione dell’Ospedale di Dolo, prima struttura ad essere coinvolta dalla pandemia come “Ospedale Covid”, dopo l’isolamento dell’ospedale di Schiavonia. A rendere ancora più toccante la giornata e soprattutto a far capire la ferocia del virus sono state le testimonianze di Moreno (infermiere all’ospedale Civile di Adria) e Francesca (paziente della dottoressa Visintin), colpiti dal virus e visibilmente scossi. Un racconto il loro, pieno di umanità, ma soprattutto di speranza nel combattere e vincere contro il virus.

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