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Diario dell'alluvione-11

Solo chi non fa non sbaglia

Ogni consegna viene registrata, ma ognuno agisce per il proprio campanile.

Solo chi non fa non sbaglia

10/11/2021 - 19:07

Il grave avvenne quando riservò per lui, in tutta segretezza, uno degli assegni inviati alla direzione dell’Enam di Roma per i maestri sinistrati, pur non avendo avuto che un palmo d’acqua nello scantinato della sua villetta.

Gli assegni, nelle sue mani di zelante scrupoloso integro funzionario, da segno della solidarietà magistrale italiana per gli sventurati rimasti senza casa o con una casa da rifare e da ammobiliare ex novo, divennero segno di discriminazione dei maestri buoni e dei maestri cattivi. Neanche a dire che io e mia moglie, nonostante un buon metro d’acqua nel piano giorno, fummo esclusi dalla carbonara elargizione: due maestri così poco striscianti leccapiedi meritavano una seconda alluvione.

Peggio, furono pure escluse le nostre scuole dal godimento di qualcuno dei numerosi pacchi-dono in arrivo in direzione. Allora, presi l’iniziativa di inviare io una circolare a ditte, industrie, ambasciate per sollecitare aiuti d’ogni genere per le scuole di Frassinelle.

Sembrava una iniziativa da poco, destinata a risolversi in regalucci tali da non compensare le spese postali. Prese dimensioni così vaste, invece, da tenermi impegnato intere giornate. Ad un certo punto, fui invitato d’urgenza in direzione.

“Come si è permesso lei una cosa simile sensa la mia autorisassione?! - mi aggredì dall’alto dei suoi quasi due metri – Lei ha pure abusato del timbro tondo della scuola. Non sa che può usarlo solo il direttore? E poi, è in grado di rispondere di tutto il materiale che ha ricevuto?”

“Se non sbaglio, egregio direttore, lei mi mette sullo stesso suo piano e io non ci tengo proprio. Lei pensa - proseguii con veemenza senza accorgermi che avevo alzato il tono della voce e che, per alzarlo di più, mi ero alzato anch’io dalla sedia - lei pensa che io disponga di ciò che ricevo come lei dispone degli assegni dell’Enam e dei pacchi-dono. Ho registrato tutto, invece; dalle scatole di lucido da scarpe ai pezzi di sapone, dagli articoli di cancelleria ai cartelloni murali; e ho conservato le ricevute di tutto quello che ho distribuito”.

“Ma anch’io tengo le ricevute”.

“Già! Tiene le ricevute, ma non di chi ha avuto l’acqua in casa”.

“Andiamo, andiamo, calmatevi! - intervenne la moglie segretaria che aveva inteso tutto dal suo posto d’ascolto – Finite per dire quello che non bisogna dire. Senz’altro lei è al di sopra di ogni sospetto; ma, capirà, se ci avesse almeno informati…”

“Lei parla bene, signora; - spiegai ricomponendomi – ma se io vi informavo, l’iniziativa non l’avreste approvata o avrebbe cessato di essere una iniziativa delle scuole di Frassinelle. Ognuno per il proprio campanile, signora. Ad ogni modo, ho deciso. Mando in malora tutto. Restituirò spiegando che la mia richiesta era irregolare perché senza autorizzazione e col timbro tondo. Tanto, ho bell’e visto: solo chi non fa niente non sbaglia mai!”

Vittorino Vicentini

11- continua

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