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Diario dell'alluvione-12

Tante ombre sulla catastrofe

Lucrosi intrighi mai raccontati, se non di padre in figlio.

Tante ombre sulla catastrofe

11/11/2021 - 18:31

Soltanto il cielo, con un bel sole ancora alto e caldo verso le sei di sera, sapeva di primavera: non i cigli, i fossi, i campi lungo la Statale 16 che stavo ripercorrendo senza fretta ora in bicicletta ora a piedi.

Ovunque buche e crepe d’ogni diametro e profondità, ovunque cumuli e dune di sabbia melma terriccio d’ogni estensione ed altezza.

Via Arzerini, che dalla Statale 16 porta al centro di Arquà per San Marco, mi fece indirizzare al sottosegretario Brusasca, al sindaco Cèlega e a... le imprecazioni sino allora rivolte al direttore.

Al sottosegretario Brusasca perché pensava a chiudere solo le brecce sul Po, al sindaco Célega che avrebbe dovuto far tracciare dagli stradini almeno un sentiero, anziché tenerli a disposizione per l’affissione dei manifesti elettorali, e a chi riusciva, e di notte, a farvi transitare in direzione est il misterioso carretto di aiuti destinati ai “luvionati” di Arquà, includendola, così, tra le vie infinite della Provvidenza.

Troppe ombre nel quadro della catastrofe polesana. Se ne son dette di cotte e di crude su autorità di ogni rango, non processate per mancanza di altre autorità coraggiose e oneste. I loro lucrosi intrighi non verranno né scritti né cinematografati. Verranno, però tramandati di padre in figlio nell’intimità delle famiglie, andranno a indebolire quell’elemento primo su cui dovrebbe poggiare ogni potere pubblico: la fiducia. Il sottosegretario Brusasca ha profuso miliardi per assistere ricostruire risarcire, ma parecchi di quei miliardi non sono giunti alla loro giusta destinazione.

Troppe ombre. Poche le luci e tra i ceti più modesti. Arquà era isolata da tre giorni, quando Fabbris, Brunello e Célega decisero di raggiungere a nuoto Rovigo per invocare immediati soccorsi.

Dei tre giovani ardimentosi solo Paride Fabbris superò in dieci ore le insidie di nove chilometri di acqua alluvionale in tempesta.

L’impresa, meritatamente definita epica dalla stampa, venne inclusa nell’Odg del Consiglio Comunale. Purtroppo, non perché venisse deliberata la medaglia d’oro al valor civile, come era negli intendimenti dei proponenti. Gli amministratori, al momento della votazione, infatti, si ricordarono che l’eroe Paride Fabbris non faceva parte dell’arco costituzionale: e, di conseguenza, non gli accordarono alcuna medaglia né d’oro né d’altro metallo.

Vittorino Vicentini

12 - fine

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