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BELLOMBRA

“Scoprire il sacro che è dentro di noi”

Valdino Tombolato: “La volgarità diffusa deriva dall’incapacità di giudicare secondo superiori istanze”

“Scoprire il sacro che è dentro di noi”

14/11/2021 - 10:08

Il culto di Sant’Eurosia è poco diffuso, ma dove tale devozione si è piantata è fortemente radicata. Una comunità molto legata al culto di questa santa è Bellombra, che ha dedicato un convegno per ricordarla, traendo spunto dal libro “Sant’Eurosia, un culto agrario dai Pirenei spagnoli alla pianura Padana” di Elena Prandi. L’incontro ha fatto emergere un interrogativo: come è possibile il culto a una santa così lontana nel tempo (martirizzata nell’880) e nello spazio (originaria della Boemia, trovò la morte a Jaca, nei Pirenei), così pure lontana dal contesto culturale popolare (era andata in sposa a un re)?

Secondo Paolo Rigoni tale devozione fu portata in Italia, in particolare nelle regioni del Nord, e a Bellombra, dagli emigrati che, tra fine Ottocento e primi Novecento, andarono a lavorare stagionalmente in Francia: il suo culto è legato al ciclo delle attività agricole. Un dato storico che alimenta ancor più, anziché soddisfare, quel senso di mistero che aleggia attorno alla devozione popolare. Un’insoddisfazione che sfocia nel desiderio di comprendere, ove possibile, il senso del sacro nella società contemporanea. Questo è stato il tema affidato a Valdino Tombolato filosofo della storia e di etica sociale. Il quale lancia subito una provocazione: “Il vero tema che abbiamo di fronte è saper andare oltre la siepe del sacro scandalo, dove il sacro scandalo è la presenza della morte nella vita, in quanto la morte è il volto più alto, universale ed enigmatico del sacro”. E penetrando il concetto di sacro spiega che “esso ha una dote di verità, bontà, bellezza e ordine con cui ci attrae, ci orienta, si impone e si presenta come l’altro, il trascendente, l’intangibile, cui dobbiamo riconoscimento e rispetto, pena un sacrilegio”. Tombolato conclude con un j’accuse al mondo intellettuale: “Sono sempre più numerose, potenti e forti le voci e le azioni dei promotori del profano, aiutati da tanti chierici - civili e laici - che tradiscono la loro missione”. Allora si può ben dire che il culto di Sant’Eurosia si è radicato perché nessuno l’ha spiegato.

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