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ELEZIONI PROVINCIALI

Fiamme nel Pd, “Azzalin è fuori dal partito”

Il capogruppo Chendi: “Si è schierato in contrapposizione al partito, è automaticamente decaduto”

Fiamme nel Pd, “Azzalin è fuori dal partito”

29/11/2021 - 19:24

“Graziano Azzalin non fa più parte del Pd. E’ decaduto e per quanto ci riguarda non parteciperà più nemmeno alla riunioni del nostro gruppo consiliare”. Nello Chendi, capogruppo dem in consiglio comunale non ha perso tempo per far piombare sul partito la prima conseguenza della spaccatura legata alle candidature per le elezioni provinciali (dove si sfideranno Enrico Ferrarese, sostenuto da Lega e civici e Gian Pietro Rizzatello, per Fi-Fdi e Pd).

“Io non ho proprio dovuto fare niente - specifica Chendi - ha fatto tutto Azzalin. L’articolo 13 dello statuto, al comma 2, dice chiaramente che chi si schiera in una lista contrapposta a quella del partito decade automaticamente. Non servono espulsioni o provvedimenti, è già un dato di fatto. Azzalin obietterà? Che lo faccia con Letta. Il Pd è sopravvissuto a Renzi, sopravviverà anche ad Azzalin, Spinello e a chi si è schierato con la Lega, e so che anche a Rovigo qualcuno ha firmato per la lista della Lega. Ma per Azzalin la decadenza è già effettiva, lui non ha solo firmato, ma si è candidato”.

La prima bomba politica quindi è arrivata, ma il Pd si annuncia bellicoso anche con chi è “andato contro la linea del partito. Valuteremo i prossimi comportamenti ma preciso che il Pd ha presentato una sua lista alle provinciali, è inammissibile che un suo esponente vada da un’altra parte. E quindi per noi è fuori”.

Da parte sua Azzalin rimarca che “Io ho sempre lavorato per gli interessi del Polesine, al di là della mia appartenenza politica. Il gioco di squadra è sempre stato il presupposto del mio impegno come amministratore. Il motivo della candidatura è riassumibile nel motto della lista “Uniti per il polesine”, che ha visto la convergenza di una larga maggioranza di sindaci, tanto da schierarne 6 in lista oltre al sostegno attivo della maggioranza di Adria e Rovigo. Bisogna superare la stagione dei dispetti e dei ricatti sulla testa dei sindaci e del capoluogo per miopi ambizioni e personalismi. I comuni sono governati da liste civiche; voler introdurre divisioni in nome dei partiti di appartenenza è sbagliato”.

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