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"Situazione critica al penitenziario"

Questo il resoconto dopo la visita al carcere rodigino

06/12/2021 - 16:34

“Com’è la situazione all’interno della casa circondariale di Rovigo? Critica, molto critica”. Sono queste le prime parole proferite dal segretario Interregionale dell'Unione dei Sindacati di Polizia Penitenziaria, Leonardo Angiulli, che, insieme al componente della segreteria Nazionale Giuseppe Testa, il segretario Provinciale Marco Gallo e l'Onorevole Antonietta Giacometti ed il suo segretario dottor Piergiorgio Demarchi, hanno effettuato una visita all'interno della Casa Circondariale di Rovigo per verificare lo stato dei luoghi di lavoro.

Come ha sottolineato lo stesso Leonardo Angiulli: “Ci sono grosse difficoltà oggettive per quanto riguarda i ruoli intermedi oltre ad un’assenza di continuità nella figura del direttore, aspetto quest’ultimo che influisce sulle progettualità della casa circondariale. Per non parlare poi della carenza di igiene all’interno della struttura e il personale totalmente insufficiente a livello di numero in rapporto alla capienza e alla quantità di ospiti presenti”.

Attualmente, infatti, nella Casa Circondariale di Rovigo sono presenti 196 persone a fronte di un organico di Polizia Penitenziaria di 123. Il numero, però, non è l’unico problema come ha affermato il componente della segreteria nazionale Giuseppe Testa: “Il numero inferiore rispetto agli ospiti significa non solo l’aumento del carico del lavoro ma, visto l’accorpamento di servizi ad un’unica persona, viene meno anche la sicurezza. Manca un vero e proprio coordinatore detentivo, una figura molto importante che può svolgere ruolo di coordinamento all’interno della struttura stessa. Ci sono tanti agenti, altri ne verranno assunti il prossimo anno, ma mancano di fatto i ruoli intermedi. Scarso anche il livello di sicurezza visto che un agente controlla, solo attraverso videosorveglianza, quasi 200 persone. Grave anche la problematica dei rifiuti con cumuli di immondizia, uno di questi ha scatenato un incendio non di poca entità all’interno del carcere”.

Infine, l’Onorevole Antonietta Giacometti ha affermato: “Posso assicurare la mia totale vicinanza con l'intenzione di dare, dove mi sarà possibile, il mio apporto per il miglioramento di ogni singola funzione, al fine che sia degna la permanenza dei detenuti ma ancora di più quella del personale addetto”. Una situazione, quindi, tutt’altro che rosea con diverse problematiche che stanno principalmente alla base e poi a cascata si ripercuotono nel quotidiano.

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