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Confindustria marcia verso la fusione

Marinese: “Nel 2023 si parte. Ma non si prescinderà dalla territorialità. Rovigo resterà strategica”

Confindustria marcia verso la fusione

24/12/2021 - 12:18

Primo gennaio 2023. Tra un anno esatto, giorno più giorno meno, partirà la nuova Confindustria nata dalla fusione fra Venezia-Rovigo e Padova-Treviso. Un progetto del quale si parla da oltre un anno e con vari percorsi di verifica e istruttori già attivati. A margine di un vertice confindustriale padovano il presidente di Padova-Treviso, Destro, ha diffuso alcuni dettagli relativi a tempistiche e procedure per questa fusione. Il presidente di Confindustria Venezia Rovigo conferma che “si tratta delle tempistiche che avevamo stabilito quando ci si era accordati sul fatto che nel 2022 sarebbero state portate avanti le varie procedure per vedere se il progetto di fusione stava in piedi. E sarà così per i primi sei mesi del 2022. In autunno poi ci saranno le assemblee territoriali degli associati per votare la fusione. E se tutto andrà come previsto nei primi mesi del 2023 ci sarà il via di questo nuovo soggetto confindustriale”.

Già definito anche un primo modello di struttura di questa nuova territoriale confindustriale chiamata a raggruppare ben 4 province (Venezia, Rovigo, Padova e Treviso). Rimarranno quattro sedi territoriali, mentre sarà accorpata la piattaforma della comunicazione e centralizzata anche la struttura verticistica. Ci sarà un presidente e quattro vicepresidenti (uno per territorio). Ancora da definire però, e non è cosa da poco, i pesi con cui ciascuna territoriale entrerà nel nuovo soggetto post fusione. Ed anche la scelta del presidente sarà oggetto di future intese. Il 2022 sarà anche l’anno della cultura d’impresa, con la sede assegnata proprio all’area vasta Venezia-Rovigo-Padova-Treviso, una indicazione territoriale per la quale è impossibile non vedere un primo lancio di quella che sarà la nuova Confindustria. Una sorta di banco di prova, quindi per testare procedure, connessioni e rapporti.

Marinese blocca subito eventuali obiezioni circa una perdita di valore delle singole territorialità in un’aggregazione così vasta: “Non si potrà mai prescindere dalla territorialità. Ogni singolo associato, ogni singolo imprenditore sarà tutelato indipendentemente dai numeri o dalla vastità dell’area di competenza. Rovigo poi continuerà ad avere un suo ruolo strategico, sia per la sua collocazione territoriale sia perché già ora è riferimento di alcune aziende collocate in province vicine o che hanno sedi e stabilimenti in più territori. Chi pensa che con un allargamento della famiglia confindustriale si perderà qualcosa non conosce il sistema. Per noi ogni azienda è un patrimonio da tutelare.

Attualmente Confindustria Venezia Rovigo raggruppa associati per 74 mila dipendenti. La nascita di Confindustria Venezia Rovigo Padova Treviso porterebbe il numero degli associati a circa 5mila soci, e diventerebbe la seconda territoriale d’Italia dopo Assolombarda.

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