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COVID IN POLESINE

Già 37 Comuni da “zona rossa”

Nel Delta la situazione più critica. E nell’ultima settimana i contagi sono raddoppiati

Già 37 Comuni da “zona rossa”

03/01/2022 - 03:24

Trentasette Comuni da zona rossa. E il peggio, purtroppo, deve ancora venire. L’ultima mappa del contagio colora di rosso la nostra provincia (ma più in generale quasi tutto il Veneto), ma lo fa sulla base dei dati relativi alla settimana terminata il 26 dicembre scorso, quando i casi, nel territorio dell’Ulss 5, erano stati 1.137 in sette giorni. Abbastanza per fissare l’asticella del contagio a quota 489,96, quasi il doppio della fatidica asticella di 250 che significa zona rossa (almeno dal punto di vista statistico). Da allora, però, le cose sono peggiorate, e non poco: nei sette giorni successivi, conclusi ieri, infatti, in Polesine ci sono stati ben 2.372 nuovi casi di positività, praticamente il doppio. E l’incidenza del virus, ormai, anche nella nostra provincia, è vicina a quota mille: quattro volte più del limite.

Fermiamoci, però, ai dati ufficiali e validati. Quelli, cioè, riferiti alla settimana compresa tra il 19 e il 26 dicembre scorsi. In Polesine, allora, si sono registrati 1.127 casi di contagio (a cui se ne aggiungono 10 nella vicina Boara Pisani, in provincia di Padova ma di competenza dell’Ulss 5). Nel dettaglio, erano state 767 le positività nel Medio e Alto Polesine, con un’incidenza (calcolata sul numero degli abitanti) di 470,17; e 370 casi tra Adria e il Delta del Po, per un’incidenza di 536,78 (molto più alta, visto che gli abitanti sono circa due volte e mezzo in meno rispetto all’altro distretto provinciale).

Dati molto alti. Che hanno visto la stragrande maggioranza dei Comuni della provincia colorarsi di rosso, ovvero superare la soglia di 2,5 nuovi contagi ogni mille abitanti. Sotto questa quota, soltanto 13 Comuni su 50: si tratta di Calto, Ceneselli, Trecenta, Salara, Ficarolo, Canda e Castelguglielmo nell’Alto Polesine; Fratta, Costa, Guarda Veneta e Ceregnano nel Medio Polesine; e Corbola e Taglio di Po nel Delta. Nel resto del Polesine, incidenza oltre quota 250.

Una situazione, comunque, comune anche a tutte le altre province del Veneto. Anzi, la nostra è la seconda con l’incidenza più bassa a livello regionale. O almeno, lo era fino al 26 dicembre. Il livello più basso di contagi si era infatti registrato in provincia di Belluno, con 386,78 casi ogni 100mila abitanti; seguita dal Polesine con 490,74; quindi Verona con 560,56; Padova con 591,38; Venezia con 607,87; Vicenza con 654,41; e Treviso, la provincia con l’incidenza del contagio più alta, a quota 665,66.

Guardando vicino ai nostri confini, superano quota 250 anche Cavarzere e Chioggia, che dunque si tingono di rosso, così come tutti i paesi delle province di Padova e Verona confinanti con il Polesine. L’unica eccezione è rappresentata da Vescovana: in provincia di Padova, sotto quota 250 anche Merlara e Correzzola, mentre sono ben 99 i Comuni che hanno superato l’asticella che significa zona rossa.

Il tutto, aspettando che vengano ufficializzati i dati relativi all’ultima settimana, in cui il livello del contagio è più che raddoppiato, e che dunque vedranno sicuramente un nuovo peggioramento dei valori.

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