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Il bullo torna a “riveder le stelle”

Il nuovo libro di Andrea Franzoso racconta la vera storia di Daniel Zaccaro: prima nelle periferie urbane, poi finisce in carcere

Il bullo torna a “riveder le stelle”

06/01/2022 - 09:29

Andrea Franzoso tornerà in libreria e negli store online martedì prossimo 11 gennaio con “Ero un bullo” e sottotitolo “La vera storia di Daniel Zaccaro” edito da DeAgostini. In attesa di leggere quest’ultima fatica letteraria del quasi 45enne nato e cresciuto Cavarzere, formatosi al liceo scientifico di Adria per poi andare vivere a Milano, si può ben dire che Andrea è ormai il maestro d’Italia, dopo essere stato il più famoso e rivoluzionario “disobbediente”. Maestro nel significato più alto e nobile del termine: non è colui che insegna, è colui che educa. In questa direzione vanno “Viva la Costituzione” ed ora “Ero un bullo”. I suoi vengono catalogati come libri per ragazzi, ma prima di tutto dovrebbero essere letti da genitori, insegnanti e adulti. Insieme agli altri due: “Il disobbediente” e “Stefano, una lezione di giustizia”, autentiche guide di educazione civica.

Il nuovo libro racconta la vera storia di Daniel Zaccaro e l’autore avverte subito: “C'è tanto magma incandescente, in questa storia: ci sono pianti e risate, ferite e fame di senso. Entrateci a piedi nudi, è uno spazio sacro. Abbiate cura delle parole che vi sono custodite”. Nella nota dell’editore si apprende che “Daniel vive a Quarto Oggiaro, periferia di Milano. In famiglia il clima è teso, pochi soldi e continui litigi. Cresce nei cortili delle case popolari, ama il calcio e in campo è il più forte, tanto che a dieci anni gioca con la maglia dell’Inter. Le aspettative su di lui sono altissime, non vuole deluderle. Ma quando, durante una partita, Daniel manca il goal decisivo, il sogno di diventare un calciatore famoso è infranto per sempre”.

Oltre a scrivere libri, Andrea dedica gran parte del tempo a incontrare le scolaresche in giro per l’Italia, in presenza quando possibile, altrimenti in videoconferenza. Nel marzo scorso aveva parlato di bulli e bullismo in questi termini: “Ci sono ferite che non sono visibili: sono le ferite dell’anima. A volte c'è chi le prova a coprire anche facendo male ad altri. Quando si segnala un bullo, si sta facendo del bene anche a lui: il bullo va aiutato, non odiato perché è la prima vittima del bullismo”.

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