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VILLADOSE

Addio a Elva Bordon, mamma di Ivan Dall’Ara

Si è spenta a 95 anni. Era emigrata in Brasile dove è poi nato il futuro sindaco di Ceregnano

Addio a Elva Bordon, mamma di Ivan Dall’Ara

07/01/2022 - 10:01

Addio ad Elva Bordon, mamma di Ivan Dall’Ara. Lutto per Ivan Dall'Ara, ora consigliere comunale a Ceregnano, liquidatore del Consvipo e amministratore unico di Tlc, da poco ex sindaco di Ceregnano ed ex presidente della provincia. La signora, vedova Dall’Ara, si è spenta nella notte tra mercoledì e ieri a causa di un male incurabile che negli ultimi mesi la faceva soffrire molto nonostante le cure palliative. Avrebbe compiuto 95 anni il 24 febbraio prossimo.

La sua è stata una vita che ha avuto traversie, gioie e dolori. Era emigrata da Villadose con la famiglia in Brasile nel primo dopoguerra al seguito di due fratelli Elvo Adriano e Toni, uno architetto e l’altro ragioniere. Là si era sposata con Valpo Aurelio Dall'Ara di Ceregnano nella Chiesa degli Italiani a San Paolo. Aveva messo al mondo un bambino, Ivan Giovanni, ma con il marito e il figlio era tornata in Italia dopo l’alluvione del 1951 per aiutare la famiglia del marito e gestiva una falegnameria con alcuni operai. Aveva 35 anni quando Valpo Aurelio ebbe un incidente mortale e restò sola con tre bambini da crescere: Ivan, mandato in collegio a Badia, Maria Aurelia da alcuni parenti in campagna e Carlo di pochi mesi.

Un ictus l’aveva colpita dopo poco tempo, ma la sua forza di volontà e l'amore per i tre figli la riportarono a casa. Ottenne una casa popolare, cuciva i vestiti per i figli e la gente e riuscì a mantenere la famiglia anche con l’aiuto dei suoi fratelli americani, che non si erano dimenticati della sorella in difficoltà, e a farli studiare tutti e tre. Dotata di grande spirito ed ironia non mancava mai di dire la sua opinione sulle cose della vita e del mondo. Veniva spesso invitata nelle scuole a raccontare la propria vita da emigrante: raccontava inoltre che, essendo figlia piccola del postino di Villadose, Enrico Ermanno (nome che è stato dato al suo nipote), passava inosservata durante la guerra ad avvertire i partigiani di eventuali rappresaglie fasciste. Era orgogliosa della riuscita dei suoi figli nella vita, e leggeva i giornali tutti i giorni commentando, con sarcasmo e ironia le “imprese” del maggiore, Ivan, già sindaco e presidente della provincia. Lascia un vuoto incolmabile in tutta la famiglia. I funerali si terranno lunedì alle 15 in chiesa parrocchiale a Villadose.

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