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VENETO

“Tutte le risorse al Sud, restiamo senza Zls e Pnrr"

Marcato: “Fondi del Piano di ripresa: Veneto raso al suolo. Non capisco i tempi lunghi per la nostra Zes”

“Tutte le risorse al Sud, restiamo senza Zls e Pnrr"

08/01/2022 - 10:59

“Con i fondi Pnrr per i Comuni il Veneto è stato raso al suolo. Non vorrei che per succedesse la stessa cosa per la Zls di Venezia e Rovigo”. Non ha peli sulla lingua l’assessore regionale allo sviluppo economico Roberto Marcato. L’annuncio dei nove mesi di attesa per l’istituzione della Zona logistica semplificata non è stato ben digerito a Venezia, cosa che si somma alla scarsa attenzione che gli enti locali veneti hanno ottenuto nel quadro della ripartizione dei fondi del Pnrr.

“Il nostro territorio - attacca Marcato - è già stato penalizzato, non dovrà esserlo anche per la Zls. Non è possibile che la maggior parte delle risorse siano sempre destinate al Sud, capisco le loro difficoltà, ma ci sono anche territori al Nord che hanno bisogno di attenzione. Con il Pnrr il Veneto è stato letteralmente marginalizzato, pochissimi spiccioli, praticamente raso al suolo nelle sue aspettative. Così non va bene”.

Il focus di Marcato poi si sposta sulla Zls di Marghera e del Polesine: “Capisco benissimo le preoccupazioni sollevate dal presidente di Confindustria Venezia Rovigo Marinese (ed anche da parecchi sindaci polesani ndr). Prima dell’estate da Roma ci avevano detto di fare presto a definire il Piano strategico. Cosa che abbiamo fatto, con il coinvolgimento di tutto il territorio, dalle categorie produttive agli enti locali, ai sindacati. Abbiamo mandato il tutto a Roma prima della fine dell’estate convinti che entro il 2021 sarebbe arrivata l’istituzione della Zls. Ora ci dicono che servono altri 9 mesi di verifiche e istruttoria. Per fare cosa? Bene la firma del protocollo, ma perché tempi così lunghi?” E ancora: “Attendere 9 mesi, e forse anche più, significa rischiare di perdere delle opportunità. Come ha detto Marinese in economia 9 mesi sono un tempo infinito”.

Ecco allora che Marcato dichiara di aver “contattato i ministri veneti per seguire la situazione e accelerare i tempi”. Evidentemente sia lui, come tanti altri addetti ai lavori, sa bene che le rassicurazioni date dal ministro del Sud Mara Carfagna non rappresentano una certezza, che in politica le cose possono cambiare velocemente, figurarsi nell’arco di 9 mesi. “Per non dire del fatto - osserva - che spesso a Roma i tempi si dilatano. Il territorio, invece ha bisogno di tempi certi. Venezia e il Polesine hanno fatto le cose per bene da tempo, il Piano strategico è già stato valutato positivamente, perché aspettare”.

L’assessore regionale poi veste i panni del giallista alla Agatha Christie sottolineando che “si dice che tre indizi fanno una prova. Ecco noi siamo già arrivati a due indizi: i ritardi nella Zls e i fondi del Pnrr. Non vorrei che si arrivasse al terzo indizio per dimostrare la prova di una penalizzazione del Veneto rispetto ad altre zone d’Italia”. A criticare le poche risorse per i comuni veneti nei giorni scorsi sono stati gli stessi sindaci, evidenziando come solo un progetto su 10 presentato dagli enti locali veneti abbia ottenuto i finanziamenti. In moltissimi casi progetti che rientravano nei parametri, ma esclusi per esaurimento dei fondi. Tanto che Anci Veneto ha criticato la distribuzione pro-capite del bando, secondo un’elaborazione per la Campania ci sarebbero 86,96 euro a cittadino; per la Sicilia 86,80 euro; per la Puglia 101,46 euro; per il Veneto 6,27 euro. Insomma le briciole.

“Così non va - tuona Marcato - anche perché stiamo attraversando una fase delicata, dove il limite tra ripresa economica e difficoltà è labile. Per questo occorre agganciare riforme e risorse. Per questo la Zls deve arrivare al più presto, e per questo il Veneto non deve subire altre marginalizzazioni nel quadro dei fondi del Piano nazionale di ripresa e resilienza”.

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