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CORONAVIRUS IN POLESINE

"Per i vaccinati è una influenza? E' ora di discuterne"

L'appello di Fp Cgil, per capire anche come gestire la situazione nelle case di riposo

"Le famiglie sono costrette a pagare le rette. E sfumano i risparmi di una vita"

11/01/2022 - 16:02

"I numeri, che stiamo leggendo in costante crescita e che colpiscono anche le nostre strutture per anziani, necessitano di una urgente valutazione per la costruzione di un percorso che permetta a queste strutture di
tornare più rapidamente possibile alla normalità". Parte da qui la riflessione di Davide Benazzo, segretario provinciale di Fp Cgil.

"E’ indubbio - prosegue - che il grande lavoro svolto dal personale di queste strutture ha assicurato la necessaria dignità della fetta più debole della nostra società, gli anziani non autosufficienti più gravi. Ma ancor di più va sottolineato il ruolo sociale, nel contenimento dei danni di questa pandemia, svolto da questi lavoratori nell’essere i primi, insieme alla sanità, ad essere stati vaccinati, ma in particolare nell’aver tenuto un comportamento, dentro e fuori il posto di lavoro, che ha permesso di evitare il totale crollo del sistema".

"Su questo ritengo utile, oltre al giornaliero rilievo pubblico delle strutture dove è presente il virus, sottolineare anche la capacità di far fronte a questa drammatica pandemia messa in atto dalle strutture e da parte dei Lavoratori anche nelle situazioni dove esplode un cluster come ora sta succedendo all’Iras, evitando che il bollettino dell’Ulss sia più simile ad una inquisizione che a meri dati statistici".

"Riteniamo poi necessario valutare la reale ricaduta sanitaria del virus sulle strutture per anziani alla luce della terza dose di vaccino.
Mentre nelle precedenti ondate la mortalità ha rappresentato un dato drammatico, soprattutto in queste strutture, possiamo anche oggi pensare che la situazione sia la stessa? Le azioni messe in atto dopo le ceneri lasciate nelle situazioni colpite nei mesi precedenti alla campagna vaccinale, sono ancora necessarie o dobbiamo anche tener conto dei riflessi che poi sono stati alla base delle situazioni economiche disastrose che si sono abbattute su queste strutture già in grossa difficoltà?".

"Possiamo cominciare a valutare se le ricadute sanitarie di questa pandemia sulle strutture per anziani, alla luce della terza dose e dei futuri richiami, sia da considerarsi più simile ad una epidemia influenzale e come tale trattata? Possiamo pensare che l’isolamento messo in atto per queste strutture verso le famiglie degli Ospiti sia un tema da valutare per i danni collaterali che determina verso il benessere degli Ospiti e verso la scelta delle famiglie di tenere a casa la persona non più autosufficiente con le conseguenti ricadute gestionali sulla stessa famiglia?".

"Il rischio ora è che la concentrazione dell’opinione pubblica e di conseguenza della politica sia più rivolta ai numeri delle positività tra gli Ospiti, mentre il vero dramma che sta mettendo in ginocchio queste
strutture e che sta realmente creando danni e ricadute negative sugli stessi, forse più del virus stesso, è la ricaduta sugli organici per le conseguenti assenze aumentate su numeri già ridotti all’osso.
Lavoratori che hanno sulle spalle già due anni drammatici e dove le risposte, sia della regione che della politica tutta, è stata equivalente a 0… anzi nella maggior parte dei casi i Lavoratori sono gli stessi che poi
hanno pagato e continuano a pagare sulla loro pelle i danni economici della pandemia che ha colpito un sistema già in difficoltà. Ora l’emergenza è agire immediatamente con investimenti straordinari".

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